Se i tifosi sventolano la bandiera arcobaleno

I tifosi dell'Amburgo hanno sventolato la bandiera arcobaleno per dire no all'omofobia nel mondo del calcio. Un esempio da seguire!

Quella degli ultrà e dei tifosi rimane una fascia sociale, un movimento culturale, in parte inesplorata. Una massa critica che può fare aumentare o distogliere interessi legati al calcio, che può, in quest'ottica essere portatrice di messaggi positivi ed efficaci.

Ma oltre ai racconti della cronaca, qualche volta legati a gesta di Holligans, o ancora episodi di omofobia e di razzismo (è di pochi mesi fa l'abbandono della partita amichevole, da parte del Milan, per manifestazioni xenofobe contro Boateng, senza contare i cori razzisti  indirizzati a Mario Balotelli, oggi uno degli uomini più influenti del mondo secondo il Time), non mancano le belle eccezioni.

Non a caso la parola "sportivo", secondo il Sabatini Coletti, conta fra le sue definizioni: "Chi si comporta con la correttezza e la lealtà tipiche dello sport".

Circa ventiquattromila tifosi di Amburgo, hanno preso alla lettera questa definizione e in occasione della partita tra il St. Pauli e l'SC Paderborn 07, lunedì scorso, sugli spalti del Millerntor-Stadion, hanno salutato l'ingresso in campo dei giocatori con le bandiere arcobaleno. Un gesto, lo sventolare delle bandiere colorate, che fa parte dell'iniziativa "Fußballfans gegen Homophobie" ("Tifosi di calcio contro l'omofobia") organizzata dall'associazione antifascista Alerta Network.

I tifosi hanno anche scandito slogan, e innalzato striscioni, proprio per rafforzare il messaggio, manifestando sostegno ai matrimoni gay e alla lotta alle discriminazioni sociali. La notizia farà grande piacere a Robbie Rogers, che ha abbandonato il calcio dopo il coming out, spiegando:

Mi domando cosa sarebbe accaduto se avessi annunciato che sono gay continuando a giocare. Forse niente, forse i miei compagni del Leeds mi avrebbero dato una pacca sulle spalle e detto: “Bravo”. Ma i tifosi allo stadio non me l’avrebbero fatta passare liscia. E nel calcio ho incontrato allenatori che dicevano: “Non passare la palla come un frocio”, per cui sono certo che non sarebbe stato facile.

Non è la prima volta che la squadra del St. Pauli si presta a iniziative contro ogni forma di violenza, accadde già nel 1980, fu fra i primi club calcistici che fece in modo di impedire l'ingresso nello stadio agli esponenti di estrema destra,  e per alcuni anni venne presieduta da un imprenditore dichiaratamente gay, dal 2002 al 2010.

Via | Gayburg

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