In Messico propongono fino a 60 anni di carcere per i crimini omofobi

Il partito politico messicano Movimiento Ciudadano si è fatto portavoce di un’iniziativa di legge che intende riformare il Codice Penale perché i crimini di odio siano puniti con pene fino a sessant’anni di carcere.

In Messico propongono fino a 60 anni di carcere per i crimini omofobi

In Messico Ricardo Monreal (in foto), coordinatore del Movimiento Ciudadano, ha dichiarato che presenterà alla Camera dei Deputati un pacchetto di riforme legali per modifica gli articoli 294 e 306 del Codice Penale Federale, sì che i “crimini di odio” possano essere puniti con una pena dai trenta ai sessanta anni di carcere. Sono previste aggravanti nel caso in cui si dimostri che tali reati sono stati commessi in base a pregiudizi sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere della vittima.

Si tratta di una revisione legale chiesta da tempo dal collettivo LGBT, anche in considerazione del fatto che il Messico è il secondo paese di tutta l’America Latina per numero di crimini omofobi. La media è di cinquanta omocidi all’anno, a cui si debbono aggiungere aggressioni di varia natura (accoltellamenti, ferite, tentativi di strangolamento).

Secondo Ricardo Monreal:

L’ignoranza e il pregiudizio sociale che sono alla base di questi crimini di odio, indicano chiaramente un rischio per la stabilità e per la pace sociale, il che giustifica ampiamente l’introduzione di un’aggravante per quel che riguarda i crimini a sfondo omofobico.

In questo modo, stando a Monreal, si avrà un duplice risultato: da un lato la drastica diminuzione di tali reati (si spera!) dall’altro evidenziare come spesso la violenza si scateni su alcuni settori della società.

Da più parti, infine, si invoca il respetto dei diritti fondamentali delle persone, soprattutto di coloro che vivono in situazione di vulnerabilità e sono oggetto di discriminazione, aggressione e atti violenti, azioni che violano il primo articolo della Costituzione messicana.

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