Good As You: intervista all'ideatore della trasmissione glbt sul web

Del programma Good As You, trasmissione sul mondo glbt in rete, vi abbiamo parlato tempo fa. In quell'occasione vi avevamo anche promesso un'intervista con l'ideatore e realizzatore dell'unica serie che presenta i volti, le storie e le voci del popolo che anima la nostra comunità queer. Lui è Antonio Eustachio, giovane e grintoso attivista che ha deciso di dedicare tempo e spazio a tutti coloro che attraverso la propria storia e il proprio vissuto lasciano un segno per la battaglia dei diritti glbt.

Le puntate di Good As You proseguono (siamo già alla sesta puntata, interssantissima sul tema gay e terza età) e vi invitiamo a vederle (anche sul gruppo di Facebook). Ma con l'occasione abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l'ideatore della serie per capire meglio l'obiettivo e gli intenti di questo progetto.

Come hai scelto il nome del tuo programma?
Be' Good As You è il significato della parola GAY, non sapevo ci fosse stato un programma con lo stesso nome in passato, non ho mai avuto la Tv satellitare, ora però tutti me lo fanno notare e pensano che ho copiato l’idea. In realtà il mio scopo è disinnescare il significato offensivo che hanno le parole, trasformandole in altro, ed educando la gente al loro vero significato, a volte la parola gay viene usata per insultare al pari di frocio. E poi così anche chi non è gay e capita per sbaglio nel mio programma si ritrova sotto gli occhi con il vero messaggio di questa parola.

Come cerchi e scegli le persone protagoniste delle tue puntate?
Sono 6 anni oramai che frequento l’ambiente LGBT, da quando nel lontano 2003 ho varcato le porte del Circolo Mario Mieli, ho avuto modo di conoscere e venire a contatto con tantissime persone, realtà e soprattutto storie. Tutte molto interessanti e che secondo me meritano di essere raccontate perché sono storie di orgoglio, di lotta, e di rivoluzione sociale. In ogni mia puntata focalizzo protagonisti che fanno o hanno fatto qualcosa per combattere le discriminazioni, per l’affermazione dei diritti, non importa a che scala, possono essere dei ragazzi che lavorano in un’associazione politico-culturale, come una ragazza che ha lottato anche solo nella propria famiglia. E un movimento che si muove a tutti i livelli della società ed è per questo che (nonostante la refrattarietà della politica) sta riuscendo a cambiarla. Il mio progetto per come posso, è una istantanea dell’accettazione sociale dell’omosessualità, e vuole essere a sua volta un contributo per la sua evoluzione. Tutte le persone che sono apparse e che appariranno ancora, le ho conosciute nelle associazioni che frequento, sono amici o amiche, ma già ora sta cominciando a scrivermi qualcuno che vuole essere protagonista in una delle mie puntate.

Cosa attira la tua attenzione nel vissuto delle persone?
Be' mi ci rivedo molto nel vissuto delle persone che intervisto, intanto per un trascorso simile dove per un motivo o per un altro abbiamo inconsciamente o consciamente negato a noi stessi per molto tempo una parte molto importante del nostro intimo. E questo alla fine comunque ti cambia dentro, me ne sono reso conto soprattutto quando da qualche anno mi ritrovo a lavorare con ragazzi adolescenti, con età compresa tra i 15 ed i 20 anni, e vederli da fuori, con un ruolo d’immedesimazione che è diverso da quello di coetaneo, mi sono reso conto che c’è tutto un senso di consapevolezza e soprattutto spensieratezza completamente diverso da quello che ho vissuto io, e di cui soprattutto non mi rendevo conto all’epoca. Ma nonostante tutto, questo non mi deprime anzi mi incuriosisce molto, il fatto di rivedere in altre persone le stesse dinamiche, lo stesso vissuto, mi aiuta a comprendere me stesso. E devo dire che mi piace, perché sinceramente dopo un’intera adolescenza dove non c’ho capito proprio niente, adesso mi si sta aprendo un mondo da esplorare, il vissuto della gente, non solo omosessuale, mi aiuta a capire tantissimo di me stesso, e sinceramente più che rimpianti o sfigate tali (ho sempre odiato il vittimismo) sto comprendendo ed apprezzando sempre più quello che ho avuto e vissuto. Proprio come dice Edoardo, un mio amico che ho intervistato nella quinta puntata, l’omosessualità non è ne un vantaggio né uno svantaggio, è solo un’opportunità come tante per affrontare i propri limiti ed estenderli, ed infatti dopo tutto il mio trascorso oggi come oggi sono arrivato quasi a 30 anni che mi faccio molte meno pippe mentali sicuramente di una volta, ma anche di tante altre persone ed affronto molte cosa, magari con un pò di irresponsabilità, ma di certo senza troppe menate, e questa mi da molti più vantaggi che svantaggi.

Per quale motivo hai pensato di realizzare questo programma?
Ritengo che l’immagine che viene degli omosessuali dai media è fortemente e volutamente distorta. Voler insistere nel mostrare i gay sempre sotto la solita luce di stereotipi e preconcetti è un insulto continuo. E soprattutto non mostrano tante cose importanti come l’omogenitorialità, gli adolescenti gay ed il relativo problema con il bullismo nelle scuole, l’omosesualità in persone anziane e tanto altro ancora. I programmi televisivi fatti fin’ora non mi hanno mai soddisfatto pienamente, dai Fantastici 5 di la 7 (fallito per l’appunto) a carellate di personaggi discutibili quali Malgioglio & Co. Crescendo con questo backgroud televisivo sono andato al Mario Mieli molto perplesso, e vi sono rimasto proprio perché non mi aspettavo che la realtà fosse tanto diversa. Ho sempre voluto condividere questa realtà con più persone possibili, proprio per mostrare che totalmente diversa da quella che tutti pensano. L’idea di un programma l’ho avuta sia grazie a Luca e Gustav con il loro IMPROVVISAMENTE L’INVERNO SCORSO (di cui voi Queerlettori sapete bene ndr) con il quale hanno realizzato una documentazione importantissima che ripercorre e spiega in modo semplicissimo tutta la vicenda dei PACS.

Come lo stai pubblicizzando per farlo vedere a più persone possibile?
Lo sto diffondendo su internet, per ora l’ho messo su YouTube, Facebook, MySpace e Arcoiris Tv, ma sto cercando altre piattaforme dove distribuirlo. Certo mi sto rendendo conto che su tutto questo va fatto un vero e proprio lavoro di spamming intelligente, per diffonderlo e renderlo sempre più visibile, al momento non ho avuto tempo di mettermici come si deve, ma sto chiedendo aiuto ad amici o semplici persone che mi contattano dopo aver visto i miei video, per aiutarmi a diffonderlo attraverso la loro rete di contatti. Sulle altre piattaforme invece la cosa è un po’ più impegnativa ma lo farò con piacere. Il mio lavoro dimostra come anche una sola persona può fare tantissimo contro i pregiudizi, alla faccia di tutti coloro che dicono che è inutile, anche perché poi le puntate che faccio sono pensate più per gli etero che per i gay. Chiunque mi voglia aiutare può farlo semplicemente diffondendo e linkando il mio lavoro nei suoi blog e forum preferiti. Anche se come lo faccio questo programma non piacerà a tutti, sono sicuro di star producendo una cosa dalle grandi potenzialità e che può aiutare e piacere a moltissime persone, soprattutto perché in giro non c’è poi molto di simile. Quindi mi aspetto presto una buona risposta di pubblico.

Pensi che i nuovi mezzi di comunicazione riusciranno a surclassare e sostituire i media classici (giornali e tv)?
Internet è una vera e propria rivoluzione, da quando ho la connessione illimitata (2005) per me la Tv è diventata solo un’appendice della Xbox. Il più grande problema dell’Italia oggi è il controllo dell’informazione, che non ha fatto altro che crescere negli ultimi anni, secondo un recente sondaggio siamo stati declassati a paese quasi libero dal punto di vista della libertà di stampa. Internet è stato fondamentale per il movimento LGBT, la sua diffusione dal 2001 in poi si è rivelata un vero e proprio spartiacque, sono completamente cambiati i modi di relazionarsi, ha messo in contatto milioni di persone che fino a poco prima erano isolate, di colpo è nata una comunità. Soprattutto ha cambiato le prospettive per le generazioni che vanno dalla mia in poi. Io stesso adolescente medio degli anni '90 ho vissuto credendo di essere l’unico gay sul pianeta, poi nel 2001 ho parlato per la prima volta con un altro “alieno” proprio su internet. Era una fotografo di Firenze, più grande di me, ma a differenza di quello che potrebbe dire Povia, non ha fatto altro che raccontarmi la sua vita ed il suo trascorso, mi ci sono incredibilmente ritrovato, mi ha dato molti consigli, mi ha fatto capire molte cose di me stesso che ignoravo totalmente. Internet sta già sovrapponendosi a tv e giornali, forum blog e Youtube hanno trasformato il cittadino comune in reporter e giornalista, sta cambiando le nostre abitudini, persino mia madre a 67 anni ha imparato a cercare su Youtube le rubriche settimanali di Travaglio che non si perde mai. Nel 2006 la copertina che il Times dedica al personaggio pubblico dell’anno è stata dedicata all’utente anonimo di internet, che è diventato un utente attivo capace di cercare e selezionarsi le sue informazioni. Abbiamo visto poi questa realtà concretizzarsi con Obama. Internet è uno strumento orizzontale, mi preoccupano un po’ i tentativi di limitazione che sono stati proposti nel pacchetto sicurezza proposto alla camera, ma confido in una reazione della gente che possa scoraggiare un’eventualità simile.

Internet: angelo o demone? Libertà di informazione senza filtri o confusione senza professionalità?
Internet è uno strumento, e come tutti gli strumenti, non è né buono né cattivo, ma lo è chi ne fa uso. Ha grandi potenzialità non ancora del tutto sfruttate ma in continua evoluzione, forse lo strumento più democratico che l’umanità abbia mai avuto a disposizione. Ritengo che proprio le sue caratteristiche di diffusione capillare e di anonimato che ha trasformino internet in un vero e proprio specchio che mostra come l’umanità è realmente. Voglio dire che se su internet il 60% dei siti è di tipo pornografico, allora significa che la gente in media pensa il 60% del tempo solo al sesso. E’ ovvio che una delle caratteristiche umane che sarebbe uscita fuori da tutto questo sarebbe stata anche l’omosessualità. Visto che questa fa parte della complessa natura umana ha per forza avuto riscontro virtuale in questo “specchio”, per questo non è un caso che ritengo proprio internet un vero e proprio spartiacque nella storia dell’evoluzione sociale, anche (ma non solo) per quanto ha riguardato la visibilità del movimento GLBT del mondo. Internet ha permesso di creare una vera e propria comunità di individui che sono sempre stati isolati tra loro da una società che non li capiva. Poi certo internet ha permesso anche fenomeni come terrorismo internazionale, pedofilia e tanto altro ancora, ma come dicevo prima, internet è solo uno strumento, tutto quello che ne esce fuori è lo specchio di come l’umanità, per fortuna e purtroppo, è fatta realmente, se una civiltà aliena volesse studiare la nostra, ora come ora non dovrebbe fare altro che connettersi con un computer e navigare, scoprirebbe cose che nemmeno noi sappiamo di noi stessi.

In base alle persone che hai intervistato nel tuo programma, quale ti sembra il cruccio più frequente tra le persone glbt?
Be' intanto l’accettazione, non tanto per se stessi, a quella più o meno ci si arriva, ma l’accettazione da parte degli altri. Siamo una minoranza in una società con la quale ci dobbiamo scontrare ogni giorno per tutta la vita, e vogliamo che gli altri capiscano e accettino, anche se a loro magari non importa nulla. Magari alla stragrande maggioranza della gente non interessa se esistono o no omosessuali, se sia gusto o no che si sposino o abbiano diritti, semplicemente perché non è una cosa che li riguarda. Tutti noi combattiamo e premiamo su questo tasto dell’accettazione perche ci riguarda e ci lamentiamo se c’è totale indifferenza, però poi magari ce ne freghiamo anche noi quando, oggi come oggi, il caprio espiatorio del bene comune è diventato l’immigrato o l’extracomunitario anche se in regola. La verità è che tutte le minoranze sono importanti e dovrebbero lottare insieme, ritengo che se negli anni 60 e 70 ci sia stato un forte cambiamento sociale, sia proprio dovuto al fatto che le varie forze in lotta all’epoca lottarono insieme, per cambiare la cultura dominante che le opprimeva. La disgregazione è un danno, per questo sono a favore del pride perché unisce e coagula tutte le minoranze in un’unica manifestazione. Il pride è un meccanismo che accorpa realtà diverse. Lo dimostra anche il fatto che sta generando manifestazioni figlie che lottano su altri fronti sociali, come ad esempio il NoVat.

Cosa manca all'Italia per essere al passo degli altri paesi europei in fatto di diritti glbt? Pensi che riusciremo mai a ottenere qualcosa o sei pessimista e pensi che finirà che andremo sempre peggio?
Nonostante l’anomalia europea che l’Italia rappresenta nella sua complessa relazione-situazione politico vaticana, tutto sommato siamo sempre in Europa, che oggi come oggi, nel mondo rappresenta il più avanzato sistema politico-sociale dal punto di vista dei diritti civili. E’ qui in Europa che si trovano maggiormente i paesi che offrono pari diritti e dignità agli omosessuali nel mondo. La società è sempre più globalizzata, oggi con 50 euro e con la semplice carta di identità si può stare a Berlino o a Londra in poco più di 2 ore, immersi in una realtà totalmente diversa. Sono sicuro che nonostante la politica italiana ed il vaticano proseguono sul loro binario, la società continuerà ad evolversi in positivo. La politica prima o poi si renderà conto del gap che ha con la società, oppure da questa uscirà qualcosa di nuovo, fatto sta che quello di oggi è solo uno status quo un po’ precario tirato alla lunga, ma non potrà essere così per sempre, conosco tante persone che hanno voglia di lottare, di affermarsi, che non si buttano giù, ed anzi più una cosa la sopprimi e più la motivi ad andare avanti, soprattutto se la gente si vede circondata da paesi dove si ha già tutto, le rivoluzioni sociali avvengono soprattutto quando la gente è incazzata, e oggi Ratzinger in particolare sta facendo incazzare molta gente, è grazie a lui che è nato il NoVat, e che cresce ogni anno sempre di più.

Mi pare di capire che sei uno di quelli che crede ancora nei gay pride...
Nonostante non siano tutti d’accordo, io credo che i gay pride abbiano una funzione molto importante, rappresentano visibilità, danno modo di creare un movimento, danno voce ad una “massa critica” della popolazione capace di fare la differenza. Il mio primo pride è stato quello del 2004, e ho notato che rispetto ad oggi sono evoluti notevolmente, cambiano, sia le persone che sono sempre più eterogenee e numerose, che i messaggi politici che lanciano, non chiedono solo diritti LGBT, ma sono anche una delle rarissime reazioni e proteste dei cittadini per pretendere laicità dalla politica e non solo, sicuramente per questo oltre ad associazioni gay oggi partecipano anche realtà esterne quali la CGIL, i centri sociali, movimenti anticlericali come UAAR e movimenti studenteschi universitari. Il gay pride ha dato vita ad un movimento delle minoranze che chiede rispetto ed emancipazione e che aggrega voci sempre nuove. Ho capito la vera importanza del pride proprio grazie al vaticano, quando nel 2007 organizzò il Family Day (a mio avviso un vaticano pride a tutti gli effetti) una manifestazione fatta contro i gay, ma che forse anche senza volerlo da parte dei realizzatori ha offeso tantissime altre persone, con il messaggio principale secondo il quale per essere cittadini di serie A non si doveva solo essere eterosessuali, ma anche sposati e possibilmente con figli, e senza divorzi alle spalle. Sono convinto che il grande successo del Roma Pride 2007 sia dovuto come risposta alle tante persone incazzate che sono scese da tutta Italia per farsi sentire, il Vaticano ha accusato il colpo e rosicato, guarda caso ora sono due anni che a causa di funzioni religiose non si riesce a riottenere piazza San Giovanni per il percorso. I pride funzionano eccome, e lo dimostra il fatto che tentano di soffocarli di continuo, ogni anno vedo persone al Mario Mieli muovere montagne ed affrontare ostacoli burocratici messi da soliti ignoti che lanciano il sasso e nascondono la mano (ricordo di una volta che chiesero anche un’autorizzazione sismica), mi piacerebbe farci una puntata per mostrare alla gente quanto lavoro c’è dietro, ma in questo periodo sono sempre tutti troppo tesi ed occupati per prestarsi all’opera e non me la sento di disturbarli. Mi dispiace per quelle persone che dicono che i pride sono fatti male, e che non dovrebbero mostrare certe cose, quello che mostrano in realtà è tutto lo spettro di una parte della società, e non credo che un gay solo perché si ritiene più conforme di un altro debba pretendere il diritto di dire come gli altri devono comportarsi, perché non si può pretendere accettazione da parte della maggioranza e poi non accettare chi fa parte di minoranze ancora più piccole, ritengo che se ad un gay pride venisse messo un setaccio per decidere chi può sfilare e chi no, ne escirebbe fuori un family day, sia perché avrebbe di sicuro meno gente ma soprattutto perché lancerebbe un messaggio sbagliato se non addirittura opposto, ossia la pretesa dell’omologazione ad un dato modello sociale, anche se obbligasse tutti a travestirsi.

Credi che la politica abbia bisogno di rappresentanti glbt per accogliere le istanze della comunità oppure sia possibile anche in Italia che arrivi un politico illuminato e carismatico che faccia da traino, come è successo in Spagna con Zapatero? Oppure già c'è secondo te questo leader?
Io credo che alla politica non importi molto dei gay, li vedono come una scarsa fonte di voti, anzi i gay sono stati anche usati dalla politica. Il problema principale dell’Italia è che qui, a differenza di altri paesi europei, il movimento LGBT non deve solo affrontare il pregiudizio della società che comunque sta evolvendo per il meglio, anche se continuano ad esserci alti e bassi, ma delle vere e proprie lobby politico-religiose conservatrici che si oppongono fortemente all’emancipazione degli omosessuali, e che agiscono attivamente anche attaccando con prime mosse vere e proprie per impedire che il movimento LGBT non avanzi nemmeno di un millimetro e anzi che ritorni indietro perdendo il terreno conquistato finora. Ora come ora ci troviamo a lottare una guerra non per conquistare diritti, ma per difendere con i denti quello ottenuto finora. L’attuale governo di certo non aiuta, anzi, mi preoccupa molto la piega xenofoba che sta prendendo, per fortuna siamo in Europa e in qualche modo questo influenza il nostro paese, ma non si deve abbassare la guardia. Di Zapatero in Italia nemmeno l’ombra, leader politici gay aiutano, ma il problema è che qui l’influenza vaticana è troppo forte, lo abbiamo visto con il governo Prodi e la questione dei DICO. Secondo me dobbiamo lavorare principalmente sulla società, amici, famiglia, conoscenti ed oltre, sono convinto sia un fronte strategico verso cui orientare gli sforzi.

Prossime puntate di cosa parleranno?
Di tutti i temi che in tv non si vogliono mostrare, omogenitorialità, adolescenza, omosessualità nella terza età e tanto altro ancora, sono davvero tante le realtà con cui sono venuto a contatto in tutti questi anni che frequento associazioni quali Mario Mieli e DGP, ed il materiale umano che ho a disposizione è davvero grande, cercherò in ogni modo di migliorare le tecniche di montaggio, sto imparando cosa tagliare e cosa vale la pena mettere nonostante allunghi troppo la durata del video, ogni puntata avrà un poco di professionalità in più, e poi devo dire che mi sto divertendo moltissimo a fare questo lavoro.

Per chi non le avesse ancora viste ecco le prime puntate di Good As You.

PUNTATA 1

G.A.Y. Good As You - 1° puntata - Insy loan

PUNTATA 2

G.A.Y. Good As You - 2° puntata - La Queer autrice

PUNTATA 3

G.A.Y. Good As You 3° puntata DIETRO LE MASCHERE

PUNTATA 4

G.A.Y. Good as You 4° puntata UFFICIO NUOVI DIRITTI

PUNTATA 5

G.A.Y. Good As You - 5° puntata - I ragazzi del dgp

PUNTATA 6

Per vedere tutte le puntate di Good As You andate anche qui.

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