La California boccia i matrimoni gay

Gli attivisti dei movimenti omosessuali californiani lo avevano dichiarato ieri, in attesa della decisione della Corte suprema: "Se la Corte ammetterà la validità della "Proposition 8", torneranno alle urne nel 2010 proponendo agli elettori un emendamento costituzionale che riconosca i matrimoni tra persone dello stesso sesso". Dopo una mattinata fibrillante e gruppi di manifestanti divisi pro e contro il referendum del 4 novembre dello scorso anno, i giudici hanno deciso con una schiacciante maggioranza: un solo voto contrario e le nozze gay sono state nuovamente messe al bando. Nel maggio del 2008 i giudici avevano sentenziato che la Costituzione della California protegge il matrimonio come un diritto fondamentale valido per tutti, quindi anche per gli omosessuali. Sei mesi dopo, i cittadini di quello Stato, contribuirono a far salire alla presidenza Barack H. Obama ma bocciarono col referendum le unioni matrimoniali omosessuali. In quella occasione, divampò la polemica perché alcuni movimenti GLBT dichiararono che varie organizzazioni religiose avevano finanziato e pubblicizzato il referendum contro la comunità omosessuale. Pare avessero assoldato il procuratore che si mise di traverso nel caso Clinton-Lewinski, tale Kenneth Starr.

Ieri, subito dopo la decisione della Corte, la folta comunità gay di San Francisco è scesa per strada a manifestare il proprio dissenso. Ma che ne sarebbe stato; quale sorte per le 18 mila coppie che si erano uniti in matrimonio da maggio a novembre del 2008? Qui i giudici sono riusciti a scansare l'ideologia e hanno sentenziato che i matrimoni registrati e celebrati restano validi e legali. Va ricordato che la California, in ogni caso, dispone di una legge per la partnersship che, tra le altre cose, consente alle coppie la dichiarazione dei redditi congiunta e l'ottenimento degli assegni familiari.

La questione, comunque, pare aver spaccato in due gli Stati Uniti; le nozze omosessuali sono consentite in cinque Stati, ma la maggioranza è contro e pare che anche là dove è consentito, ad esempio in Iowa e Maine, si stia pensando ad un referendum che abroghi le unioni tra persone dello stesso sesso. Insomma, se negli States le comunità GLBT possono contare su certi poteri forti e lobby che riescono anche a segnare punti vantaggiosi a livello politico e sui diritti, le battaglie non sempre risultano gradevoli e vincenti. Proprio ieri, un'altra delusione: Obama ha scelto come nuovo giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, una donna ispanica: Sonia Sotomayor. I liberal e le potenti lobby gay avevano sperato che a sostituire il giudice David Souter che andrà in pensione alla fine della sessione estiva, fosse un giudice apertamente gay o lesbica. Si faceva il nome di Pamela Karlan, lesbica dichiarata. Due delusioni in un giorno. Forse un po' troppo!

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