A Napoli il Gay Pride: asserzione alla diversità, ma non degenerante

Una foto di un Gay Pride

Ritornano le opinioni sincopate di Rita Occidente Lupo sui gay. Questa volta la signora prende di mira il Napoli Pride, sempre dalle colonne di Pontifex. Parte da una constatazione:

Anche Napoli avrà la sua storia. In tema di pride a fine mese. Gay. Il sindaco ha detto sì. Al corteo, ma senza schiamazzi e nudi. Spot offensivi e disordini. In parole povere, asserzione alla diversità, ma non degenerante. Non solo in clima elettorale. Dopo gl’incresciosi eventi dei giorni scorsi, a Mosca, dure manganellate tra manifestanti e Forze dell’Ordine. L’orgoglio omosessuale continua a sfidare la piazza. Ed i dissensi.

Quindi passa a parlare del Pride Nazionale che si terrà a Genova – “santuario della cultura cattolica” – il 27 giugno prossimo:

Il prossimo mese toccherà a Genova, santuario della cultura cattolica, se la figura di Bagnasco riuscirà a conservarla. I pullman con le scritte provocatorie, sfida all’ateismo. Il voler a tutti i costi accentare l’esistenza di Dio. In occasione dell’assise nazionale, boom di presenze omofobiche.

La Occidente Lupo cerca di capire le motivazioni del gay pride (cosa è che le sfugge? Che chiediamo diritti? Bo?!):

Il perché di tale carrellata, ancora sfugge. Il voler imporre a tutti i costi la propria sessualità, in modo forzatamente “colorato”, piccante per accenti che rasentano il paradosso. La mostra dell’intimità, nel più crudo della privacy. Scene già in passato raccapriccianti tanti, inorgoglito alcuni. Da Pecoraro Scanio, a Grillini. Stavolta, però, il Pd fa spallucce. Si apparenta idealmente con An, guardando di sottecchi la parata. Una vetrina per farsi conoscere, senza remore. Nè dignità. Per lasciarsi andare ad effusioni, senza pudore. Nella Repubblica marinara, un carosello di volti e di condizioni. Tra le diverse associazioni, puntualmente presenti accanto all’Arcigay, anche chi si affaccia ad un progressismo ideologico, non di maniera. Forzando l’accettazione. Dai Pacs alla legittimazione delle coppie omo, nella progressista Spagna, come nella chiccosa Francia. In Italia, il passo non ancora lungo.

Per la cronaca, si scrive sciccoso e non chiccoso: ma forse è stato un lapsus freudiano, a furia di parlar di gay e checche... Infine la rassicurante certezza (almeno per lei) che il Vaticano dall'alto domina tutto:

Intanto, l’alto della culla vaticana, spettatore attento di una diversità sbandierata, apostrofata, sviscerata. Imposta, con le buone o con le cattive! In barba ad ogni sorta scandalistica.

Non entro nel merito delle sue idee, dal momento che credo fortemente nella libertà di espressione. Ma, sinceramente, cosa ha detto la signora con questo trafiletto? Io non l'ho capito. Voi?

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: