Zamel: un romanzo gay di Franco Buffoni

Copertina del libro Zamel di Franco BuffoniLa casa editrice Marcos y Marcos ha da poco pubblicato Zamel di Franco Buffoni. Si tratta di un romanzo che trae spunto da un omocidio, ambientato in Tunisia e basato molto sui dialoghi. Anche se zamel - frocio, appunto - sono sia la vittima che il carnefice. La bandella della copertina dice: “Un romanzo senza finzioni sul potere di uccidere delle parole”. Ed è senza dubbio vero. Ma ho trovato particolarmente interessante la sintesi della “nostra” storia che Franco Buffoni opera nel libro. Attraverso i dialoghi dei due personaggi principali del libro si dipana dinanzi ai nostri occhi la storia del movimento gay italiano con le figure storiche di cui abbiamo sentito parlare molte volte. Si parla anche dei vari movimenti e dei termini, come si diceva sopra. Tra gli altri termini c'è queer che ci riguarda vicino (ma non è un libro di storia, sia chiaro). Dice Edo, uno dei due protagonisti:

Queer, in inglese, come sai bene, era ed è il termine più spregiativo per indicare l'omosessuale. Ma, soprattutto negli Stati Uniti, orami viene usato per indicare il bisogno da parte del soggetto di radicalizzare la propria diversità gay, di renderla costantemente “contro”, dura e pura. Queer – rispetto a gay e homosexual – è un termine più radicale; indica la diversità in tutte le sue forme, ben al di là del sistema binario sesso/genere. Un po' come i neri che per sfida tornano ad autodefinirsi nigger. Quindi queer vale come frocio oggi in Italia. Quando ci si autodefinisce froci con orgoglio, come sfida, ci si appropria del linguaggio di chi ci insulta per rovesciarne il senso (pp. 56-57).

Nel raccomandare la lettura di questo libro a tutt* e, in particolar modo, a quanti conoscono poco la storia del movimento gay, vi invito a leggere l'intervista che Franco Buffoni ha rilasciato a noi di Queerblog.

Nel leggere Zamel si percepisce, in un certo senso, l'urgenza di raccontare la storia del movimento gay per ritrovarsi. Cosa ti ha spinto a scrivere questo romanzo?
Zamel è nato come un libro di saggistica. Ho compiuto in tal senso una ricerca durata diversi anni sulla storia della cultura omosessuale nel mondo occidentale. Poi mi ha toccato da vicino quel delitto avvenuto in Tunisia... e il libro è diventato un romanzo, inglobando sintetizzati e dialogati (resi più frizzantini) i contenuti già pronti.

In Zamel racconti la storia di Aldo ed Edo. Aldo che è un omosessuale alla vecchia maniera a cui piace fare sesso, preferibilmente con uomini sposati, e senza chiedere diritti o altro; Edo, invece, è un attivista gay che cerca di dare consigli ad Aldo. E quando Aldo inizia ad innamorarsi succede l'irreparabile (non sveliamo nulla, del romanzo...) È un'amara constatazione della realtà, una sfiducia per come sta andando la nostra società, o...?
È una constatazione della realtà. In molti giovani omosessuali Aldo e Edo continuano a coesistere.

Prima di Zamel hai pubblicato delle poesie che affrontano il tema del diverso (Noi e loro): tra poesia e narrativa cosa speri che il lettore colga delle tue opere?
Un critico, Fabio Zinelli, ha definito Zamel il making of di Noi e loro (uscito l'anno scorso da Donzelli). Anche lì l'ambientazione era principalmente magrebina. Spero che anche nel romanzo Zamel il lettore colga la poesia di fondo.

In Zamel si associa il coming out all'essere di sinistra, mentre l'essere velati corrisponderebbe più ai simpatizzanti di destra. Proprio in questi giorni è uscito un libro di Enrico Oliari il cui titolo è: “Omosessuali? Compagni che sbagliano. Omosessualità e comunismo: ciò che non bisogna sapere”. Secondo te gay di destra e di sinistra in cosa differiscono?
Credo che oggi le differenze siano molto più sfumate. Io ero radicale da giovane (lottai per il divorzio nel 1974) e sono radicale oggi. La situazione italiana circa i diritti civili è vergognosa da ogni parte.

Alla fine di Zamel proponi una bibliografia di testi importanti per prendere coscienza del proprio essere gay e della storia del movimento gay: tra questi, quale un lettore di Queerblog deve assolutamente leggere?
Lo inviterei a leggere i classici, se non li conosce: Ronald Fairbank, Oscar Wilde, André Gide, Marcel Proust, Gore Vidal...

Franco Buffoni
Zamel
Marcos y Marcos, 2009
233 pp., euro 12,00

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