Ci multate? E noi ci travestiamo!

Non solo tombe etrusche a Cerveteri. C'è anche l'omofobia. Omofobia che si organizza in una vera e propria "crociata" condotta alla polizia stradale e alla quale si risponde per le rime, ovvero en travesti. Ma spieghiamo le cose in ordine.

Ci sono non-luoghi periferici, si sa, spesso su strade extraurbane, in cui ci si incontra nottetempo per consumare il classico sesso occasionale - l'occasione fa l'uomo soddisfatto. Al fine di colpire i "traffici" in uno di questi notturni ritrovi e adducendo la motivazione della pubblica sicurezza, è stata condotta nei giorni scorsi una retata sulla A12 (Roma-Civitavecchia), che ha colto in fallo "insospettabili professionisti" colpevoli di travestimento e sesso e per questo fermati e arrestati. Il crimine di cui sono stati accusati una ventina di questi "soggetti pericolosi" è il buon vecchio "travisamento", sopravvivenza di un regio decreto del 1931 e materia dell'articolo 85 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza.

Così commenta il provvedimento il Circolo Mario Mieli di Roma, che ha subito preso posizione:

Si tratta, ancora una volta, di un chiaro esempio di inadeguata applicazione di quella controversa legge pensata per colpire i criminali che celano il volto durante furti e rapine, e non cittadini, che esercitando la loro libertà di espressione e di identità, decidono di abbigliarsi e truccarsi come meglio ritengono opportuno. Una legge troppo spesso utilizzata per vessare transgender e transessuali. Forse la Polizia del Litorale non è informata che Vladimir Luxuria, transgender, è stata regolarmente eletta al Parlamento (nel caso decideste di arrestarla) e che l’identità di genere è ormai riconosciuto come una normale espressione della identità personale. Appare sempre più opportuno che il legislatore intervenga a chiarire e correggere una situazione inaccettabile, contraria al buon senso e ai diritti civili.

Criticato anche l'atteggiamento della stampa nel riportare la notizia: sono infatti giudicati inaccettabili

i toni scabrosi e scandalistici dell’articolo del Messaggero, Cronaca di Roma, che tratta la questione parlando di “pratiche proibite”, “scene grottesche”, “vizietto”, “insospettabili professionisti”… Un livello d’informazione da giornaletto di ventennio, irrispettoso della dignità delle persone coinvolte.

L'associazione romana è passata quindi al contrattacco e, oltre a offrire assistenza legale gratuita a tutte le persone accusate di travisamento e atti osceni, ha chiesto un'incontro urgente al Comandante Paolini, "per discutere dell’applicazione di questa normativa nei confronti di persone transgender e nel rispetto dei diritti civili di tutti", come si legge in un comunicato stampa. E la provocazione sarà completa: assicurano dal Circolo infatti che a questo incontro

ci presenteremo tutti “travisati”. Decida lui se multarci o arrestarci!

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