Tra escort e trans l'Italia prepara il GF10

grande_fratello«La vita è una tristezza, in quel posto finto staremmo meglio». E' un fine settimana di fuoco a Torino; per chi si vuol dare arie culturali il Salone del Libro ospita scrittori, avventori della narrazione e della lettura, probabili e improbabili editori piccoli e grandi che chiedono ad un popolo che legge poco, una visibilità in termini di cultura e di acquisto dei libri.

Più in là, in piazza San Carlo, si svolge un'altra kermesse, meno sacrale, dove giovani, giovanissimi, e qualcuno di età più avanzata, si accalcano, sotto un bel sole primaverile, speranzosi di far parte di uomini e donne che parteciperanno al Grande Fratello numero 10.

Ad un inviato di Repubblica, i ragazzi consegnano testimonianze che sono uno spaccato di questa Italia: «Voglio lasciare una traccia di me, voglio che gli altri si accorgano che esisto», dice una ragazza, così come le due amiche che "in quel posto finto staremmo meglio». C'è di tutto in questa umana massa che vuol riscattarsi, che crede che oggi il vero ufficio di collocamento è la televisione e non importa se non sai fare nulla; basta gridare, stare chiusi in una casa, farsi notare dal pubblico e il gioco è fatto.

Quasi 60 mila italiani, ogni anno, cercano di svoltare la vita con il GF. Un altro candidato ammette che lui ha un mutuo da pagare, che la moglie lo ha lasciato e non ha trovato di meglio che "prestarsi" per 400-800 euro per sera, a signore attempate. C'è anche un transessuale che ha già fatto sette interventi per passare dal genere femminile a quello maschile: «Ne mancano ancora tre, poi sarò uomo».

Dietro quei sorrisi di maniera, storie di vite difficili, tristi, proprio come il canovaccio televisivo li desidera per buttarli nell'arena "guardona" dove sarà lo spettatore a deciderne le sorti e molto anche la televisione stessa che attraverso l'audience deve fare i conti con gli sponsor. Un mercimonio generale dove, forse, l'unica vittima sacrificale è proprio il telespettatore costretto a sragionare su una televisione del nulla, sulla pratica disumana dell'ignoranza collettiva che al Grande Fratello, ha forse la sua più grande rappresentazione.

Certo è strano che a contestare la tv spazzatura, davanti a questi ragazzi che sognano, siano i giovani della "Destra", ma chi volete li ascolti, dinanzi ad un miraggio collettivo di poter passare un'estate al "Billionaire" o essere osannati dalle folle discotecare, solo per aver passato qualche mese in una casa con altri "reclusi" e magari aver peccato abbondantemente di omofobia?

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