George Hopkins e l'omicidio del regista William Desmond Taylor

Per gli appassionati di gialli, il nome di George Hopkins con il suo "pedigree" di Oscar e film celebri, evoca quasi immediatamente l'omicidio del celebre regista William Desmond Taylor.

William Desmond Taylor

Nonostante la carriera di George Hopkins nel mondo del cinema fu lunga e di gran successo con l’attivo film leggendari come Casablanca, Un tram che si chiama desiderio e My Fair lady per i quali ottenne diverse nomination all’Oscar sia come set designer che art director, il suo nome rimane oggi indissolubilmente legato ad uno degli omicidi più misteriosi di Hollywood, ovvero l’assassinio del regista William Desmond Taylor a cui Hopkins fu intimamente legato per ben sette anni.

Una morte celebre ma oscura che nel 1922 fece versare fiumi di inchiostro, ma che la polizia non riuscì mai a risolvere. Molti gli indagati, dai due aitanti camerieri al servizio di Tylor (uno dei quali non fu mai interrogato perché introvabile) ad alcune attrici che avevano avuto problemi di droga. Lo stesso Hopkins rivelò prima di morire nel 1985 all’età di quasi novant’anni che, dietro richiesta di Charles Eyton, un pezzo grosso allora nel mondo del cinema, aveva sottratto dalla casa di Taylor (a cui avevano da poco sparato con una pistola di piccolo calibro) documenti compromettenti.

Rimane oggi purtroppo solo l’incerta, flebile confessione di Margaret Gibson, un’ ex attrice che, secondo alcune fonti, prima di morire nel 1964, avrebbe dichiarato di essere l’assassina di Taylor. Per la polizia tuttavia rimane un caso irrisolto.

Nella foto d'apertura: William Desmond Taylor

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