Scuse e commenti per il presepe gay


"Una provocazione inutile e dannosa", ha rimbrottato il Presidente della Camera Fausto Bertinotti. Il gesto di sfida di due deputati della Rosa del Pugno di inserire due coppie omosessuali nel presepe di Montecitorio a sostegno dei Pacs proprio non ha mietuto consensi.

E sono infine giunte le scuse di Bruno Mellano, uno dei due autori del gesto, in eguito al richiamo formale di Bertinotti che deplorava l'episodio. Una richiesta di scuse presentata nell'ambito di una riunione del comitato nazionale del partito e rinnovata alla volta della Camera, che vuole porre rimedio all'offesa arrecata a "credenti e non", "nella loro religiosità e nel loro credo". Scuse che però non vogliono

sconfessare la battaglia politica che quel giorno intendevamo portare all'attenzione delle istituzioni e dei cittadini: ovvero la necessità che il Parlamento legiferi al più presto estendendo diritti e doveri anche alle cosiddette 'coppie di fatto'. Quanto accaduto a seguito del mio gesto, mi creda, è stato per me fonte di sincero dispiacere.

Il solito guazzabuglio, insomma, poco laico e molto italiano, nella certezza ineludibile che la questione religiosa sia la chiave del consenso, prima ancora che la cifra di una posizione politica (basti pensare alla ribattezzata Stazione Termini di Roma).

Interviene sulla questione, dalle pagine del Corriere della Sera, anche Claudio Magris, lo scrittore di "Microcosmi", che ritiene che "i due patetici epigoni di De Amicis" abbiano "spero involontariamente, ridicolizzato l'omosessualità". L'articolo è arguto e merita una lettura.

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