Filth and Wisdom: il film di Madonna, aggiornamenti e recensione in anteprima


Ve ne avevamo dato anticipazione qualche giorno fa, notizia che tra l’altro con nostro estremo piacere ha scatenato una discussione fra voi lettori, divisi tra madonnari integralisti e detrattori inamovibili. Stiamo parlando del film di Madonna come regista che sta per uscire in Italia (ne avevano parlato mesi fa i cugini di Cineblog). Come promesso noi di Queer eravamo all’anteprima stampa, pertanto non vi facciamo mancare né anticipazioni né una nostra personale ma tempestiva recensione (nella foto un bacio fra le due attrici protagoniste). Prima novità: l’uscita del film nelle sale è stata posticipata al 12 giugno (non più il 5). E’ inoltre cambiato anche il titolo, non più Inferno e Paradiso, come precedentemente comunicato, ma Sacro e Profano (e non capiamo perché non tradurlo fedelmente con un molto più adeguato Sporcizia e saggezza). Ma veniamo a quello che pensiamo del film.

Lo dichiaro immediatamente: a me è piaciuto. Sì d’accordo, mettiamo subito le cose in chiaro, è un’autocelebrazione continua. Tutto il film non fa che ripercorrere le tappe della vita della regina del pop, dai look delle attrici, agli show, alle tematiche affrontate nelle sue canzoni. Poi l’amore per i Gogol Bordello (che sono nei suoi tour da un po’ di anni) e la visione inglese della popstar che ha vissuto a Londra per tutta la durata del suo matrimonio. E proprio l’influenza del suo ex marito, Guy Ritchie, si sente molto in questo film, anche nella regia.

Ritmi serrati, personaggi strampalati e borderline, situazioni grottesche, ironia tipicamente british. Montaggio stile video, colonna sonora punk ma anche, inevitabilmente, pop con un’autocitazione concessa ad Erotica, ma anche qui con dettaglio divertente: il passaggio di testimone a quella ormai designata da Madonna stessa come la sua erede, Britney Spears. Durante una lap dance da manuale, ballata appunto sulle note di Erotica, la canzone viene bruscamente interrotta per l’esordio di una delle protagoniste, la ballerina un po’ frustrata e restia che appunto è obbligata a ballare negli erotic bar per pagare le bollette, e la liberazione avviene sulle note di Britney, con tanto di look da liceale come nell'omonimo video di Baby One more time. Il protagonista Eugene Hutz da solo riempie tutto il film. E anche la parte del poeta cieco, interpretata meravigliosamente da Richard E. Grant, che ispira le note dei Gogol Bordello è davvero strepitosa.

Come cornice una Londra multietnica, animata da numerose famiglie indiane che ormai si considerano inglesi, nuovi immigrati ucraini, checche italiane, e molto altro ancora, tra sporcizia, spirito gitano e saggezza. Speranze, sogni, desideri, di una fetta di popolazione a tinte tartan portatrice di un unico messaggio: siamo tutti sulla stessa barca, siamo tutti parte di questo mondo. Siamo un tutt’uno. Chi ce la fa deve cercare di aiutare più persone possibile a realizzare i proprio sogni. Perché realizzando ciò che vogliamo saremo tutti migliori. Niente individualismo, niente invidie, ma condivisione. Che Madonna sia diventata comunista? Di certo è riuscita a convincere uno come Nanni Moretti a comprare il film per distribuirlo in Italia. E questo rende la pellicola davvero underground. Andatelo a vedere e diteci che ne pensate. Un consiglio: vederlo in lingua originale, mai come questa volta, è essenziale, per non perdere gli accenti e i dialetti di ogni etnia, ma soprattutto quello spirito gitano che anima tutto il film.

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