L'amore da romanzo di Harry Hay, padre del movimento gay

Harry Hay, uno dei padri del movimento gay americano, ebbe un grande amore. Una di quelle storie contrastate, degne di essere portate sul grande schermo.

Harry Hay

Tutto ebbe inizio con un colpo di fulmine. Colpo di fulmine che Harry Hay (1912-2002), allora brioso attore di prosa, ebbe per Stanley Mills Haggart, un giovane architetto di interni, conosciuto dietro le quinte di un teatro. Un rapporto da subito difficile per la presenza della ricca madre del giovane che fin dal primo giorno iniziò a remare contro, a mettere il bastone tra le ruote dei due amanti.

In un estremo, folle tentativo di sottrarre il figlio dalle braccia di Hay, la donna si affidò alle mani di un psicologo che riuscì a convincere il ragazzo a non vedere più l’uomo. Sull’onda emotiva del momento, Haggart decise allora di sposarsi, di fuggire, ma proprio durante il viaggio di nozze comprese di avere fatto solo una sciocchezza. Così dopo un anno e mezzo da quella sua precipitosa fuga, il giovane cominciò a tempestare Hay di appassionate lettere d’amore. Fiumi di parole che travolsero l’uomo ancora follemente innamorato.

Nel 1938 i due finalmente si rividero, tentarono una riconciliazione, ma le differenze tra loro erano ormai abissali. Del tutto inconciliabili. Hay sempre più coinvolto con il partito comunista e il movimento gay, Haggart inesorabilmente chiuso nel guscio del suo conservatorismo di classe. La storia tra i due non poteva avere nessun lieto fine. Le loro strade si separarono definitivamente. La freccia di Cupido tristemente ai loro piedi.

Via | Rictornorton

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