In Somalia diciottenne gay lapidato a morte

A Baraawa, in Somalia, un giovane gay sarebbe stato lapidato a morte perché accusato di sodomia.

In Somalia diciottenne gay lapidato a morte

Episodi così efferati accadono ancora nel mondo. I diritti civili in alcuni paesi sono un miraggio lontano. La lapidazione di un diciottenne gay, avvenuta a Baraawa, è stata corredata da una foto scioccante, che, però, come riporta la versione online dell'Huffington Post, riguarda altre lapidazioni. Questo particolare non dovrebbe comunque togliere la forza virulenta dell'accaduto. La tecnica è la stessa, sotterrato sino alla cintola e poi finito a sassate.

La modalità arcaica e brutale, dovrebbe lasciare senza parole al di là delle immagini forti, e farci riflettere sulla situazione degli omosessuali, così come quella delle donne e delle fasce con meno peso economico e politico, nella società africana.

Gli autori della sentenza di morte, spiccata per sodomia e per aver "costretto un tredicenne a una relazione" (ricordiamo che il condannato aveva 18 anni e i contorni e le identità non sono chiare), sarebbero i ribelli somali al Shabaab legati ad al Qaida. La notizia ha fatto rapidamente il giro del web. Postata sulla bacheca della Somali Queer Community.

Come dicevamo mancano dei dettagli per collocare nella vicenda ogni sfumatura, vicenda purtroppo confermata da più fonti, compresa la stessa al Shabaab, prima di rimbalzare sui media occidentali. L'esecuzione sarebbe stata eseguita il 15 marzo.

Foto | Davide Restivo via photopin cc

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