Immagina un mondo senza odio, senza omofobia

Splendida campagna quella realizzata dalla Anti-Defamation League per il suo centenario: provare a immaginare un mondo senza odio, senza omofobia, senza crimini razziali.

In uno sforzo per aumentare la coscienza delle persone sulle conseguenze dell’odio e dei pregiudizi nella società, la Lega Antidiffamazione ha lanciato la campagna Imagine. Punto centrale di tale campagna è un video di ottanta secondo che prova a immaginare il contributo che avrebbero potuto portare alla società alcune vittime famose se la loro vita non fosse stata brutalmente stroncata dal razzismo, dall’omofobia o dall’antisemitismo.

Con Imagine di John Lennon come colonna sonora, il video rende omaggio a Martin Luther King, ad Anna Frank, a Daniel Pearl, a James Byrd Jr e a Yitzhak Rabin. Per quel che riguarda l’aspetto omofobia nel video figurano Matthew Shepard e Harvey Milk.

Harvey Milk, come ben sapete, è stato un politico e primo componente delle istituzioni USA dichiaratamente gay. Venne ucciso nel 1978, a quarantotto anni, insieme a George Moscone, sindaco di San Francisco, dall’ex consigliere comunale Dan White. Nel 2009 Obama gli ha conferito, alla memoria, la Presidential Medal of Freedom. Si tratta della massima decorazione degli Stati Uniti d’America. Motivo di questa onorificenza è il contributo che Harvey Milk diede al movimento per i diritti dei gay. Milk quasi profetizzò il suo assassinio: “Se una pallottola dovesse entrarmi nel cervello, possa questa infrangere le porte di repressione dietro le quali si nascondono i gay nel Paese”. Se non l’avete ancora visto, guardate il biopic Milk, di Gus Van Sant con Sean Penn, che per questo ruolo vinse l’Oscar come miglio attore nel 2009.

Matthew Shepard aveva solo ventidue anni quando venne brutalmente aggredito, derubato e torturato nel Wyoming. A causa delle ferite, Matthew morì cinque giorni dopo l’aggressione. Gli aggressori – che attualmente sono in prigione – hanno ammesso di aver torturato il ragazzo perché era gay. La famiglia di Matthew Shepard ha scelto di non tacere su quanto accaduto e così il giovane è diventato un simbolo contro l’omofobia e la discriminazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali in tutto il mondo. Elton John ha cantato di quest’omicidio in American triangle. La morte di Matthew Shepard fa da sfondo anche al romanzo Ferito di Percival Everett che è una specie di ragionamento molto articolato su come un uomo eterosessuale si pone di fronte all’omofobia.

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