Il nudo maschile. Quattro chiacchiere con Marco Serina

Le foto di nudo maschile di Marco Serina

Tempo fa su Queerblog ci fu una discussione che partiva dalla domanda – posta dalle cuginette di Pinkblogse il nudo maschile fosse bello. Al di là dei gusti sessuali, il corpo maschile – e il nudo in particolare – rivestono un'importanza estetica. E ben lo sanno i pubblicitari che sempre più spesso usano il corpo maschile per proporre dei nuovi prodotti.

Del nudo maschile e delle foto di nudo maschile parliamo con Marco Serina, architetto e fotografo, che si dedica al ritratto e al nudo maschile cercando di rispecchiare il proprio senso estetico e le sue emozioni, estraendole dai soggetti che ritrae. Alcuni scatti di Marco li potete vedere nella gallery che accompagna l'intervista.

Come fotografo il tuo principale interesse è rappresentare il nudo maschile: quale è stato il percorso che ti ha portato a compiere questa scelta?
La mia passione per la fotografia è nata molto tempo fa, quando ero adolescente. Ho sempre fotografato un po’ tutto. In una fase di riscoperta della fotografia, dopo un periodo di abbandono della macchina fotografica, ho trovato proprio nel ritratto e nella figura umana lo stimolo che mi ha riportato a fotografare. I fattori che hanno influenzato su questa scelta sono vari: il mio amore per le arti figurative dall’arte della classicità, passando per quella rinascimentale, per la pittura di Caravaggio, fino alla pittura neoclassica; l’ammirazione per fotografi che hanno lavorato principalmente sulla rappresentazione del corpo nella luce quali Robert Mapplethorpe e Howard Schatz; unitamente al mio immaginario che mi ha portato a voler rappresentare col mezzo fotografico i miei ideali estetici e, perché no, i miei desideri. Aggiungiamo pure che forse ancora oggi il corpo maschile sia meno inflazionato in fotografia del corpo femminile.


Le foto di nudo maschile di Marco Serina
Le foto di nudo maschile di Marco Serina
Le foto di nudo maschile di Marco Serina
Le foto di nudo maschile di Marco Serina

Cosa ti affascina di più del corpo maschile?
Nel corpo maschile si fondono connotazioni diverse: l’armonia e la forza, espresse dalla fisicità del tono muscolare sia in tensione che a riposo, espressioni che si possono trovare sempre, anche in quei corpi non perfetti o non perfezionati dall’attività fisica e sportiva; la sensualità, che non è una peculiarità del solo copro femminile, una connotazione che non contrasta con la mascolinità. Personalmente penso, come probabilmente pensavano gli artisti della classicità, che sia nel corpo maschile che si esprime al meglio la perfezione e l’armonia del corpo umano.

Nelle tue foto poni l'accento sul corpo: l'ambientazione è assente o ridotta al minimo. Il corpo, quindi, come soggetto e oggetto delle foto?
Sì. In genere fotografo in studio in ambientazioni neutre o minimali. Questo per concentrarmi solo sul corpo e sull’effetto che la luce ha su di esso. Il corpo diventa oggetto nella sua espressione tridimensionale nella luce, ma il corpo non perde la sua connotazione di soggetto perché non è una cosa inanimata, come potrebbe essere una statua, ma è vivo, appartiene a una persona reale e non è svincolato dal suo essere, dal suo porsi, dalla sua personalità. In ciò ogni corpo è diverso e esprime sensazioni ed emozioni diverse. Naturalmente un ruolo importante in questa espressività gioca un ruolo fondamentale il volto e la personalità della persona fotografata.

Come dovrebbe essere il tuo modello ideale?
Non ho un’idea di modello ideale. Ovviamente qualsiasi fotografo vorrebbe avere sotto il proprio obiettivo persone belle e con fisici perfetti, i classici modelli da copertina, mentirei se dicessi che non piacerebbe anche a me. Ma devo dire che a me piace fotografare gente normale, che non posa per professione, che perfetta non è ma è più “umana”. Uomini che si divertono ad essere modelli per un giorno, che posano per soddisfare il proprio ego o mirano ad incrementare la propria autostima. Spesso le persone qualsiasi sono più stimolanti, meno gelide davanti all’obiettivo, capaci di trasmettere più emozione sia nella foto che a me che fotografo.


Le foto di nudo maschile di Marco Serina
Le foto di nudo maschile di Marco Serina
Le foto di nudo maschile di Marco Serina
Le foto di nudo maschile di Marco Serina

In base a quale criterio scegli il colore o il bianco e nero?
Amo la fotografia in bianco e nero, credo che la più adatta per la fotografia di nudo. L’assenza del colore astrae il corpo dalla sua realtà fisica e lo fa diventare forma pura che viene modellata dalla luce. Mi piace molto creare forti contrasti tra luce e oscurità nelle mie foto, scatto spesso usando una sola luce, e il bianco e nero mi aiuta ad esaltare ulteriormente questi contrasti. Scattando in digitale si scatta sempre a colori, nella fase di selezione dello scattato scelgo quali immagini trasformare in bianco e nero in modo istintivo, quando vedo nella mia mente che quella immagine funziona meglio senza i colori. Togliere il colore è ridurre all’essenziale l’immagine, è un’operazione che si avvicina al pensiero minimalista che dice: “Meno c’è, più c’è”. Altre volte il colore lo mantengo per non far perdere all’immagine la sua connotazione realistica, è sempre una scelta di istinto, di sensibilità. Spesso realizzo anche immagini in bianco e nero mantenendo un particolare a colori. Sto sperimentando molto in questo senso.

Chi ti piacerebbe fotografare?
Qualcuno di famoso, ma solo per avere anch’io il mio quarto d’ora di notorietà.

Dai qualche consiglio ai lettori di Queerblog che vorrebbero farsi un book
Al di la delle motivazioni personali che portano a farsi il book, direi soprattutto di scegliere un fotografo di cui si sono viste le foto e il cui lavoro piace. Non muoversi al buio. Vedo ultimamente che molti si propongono come fotografi, soprattutto in molti siti web, solo perché hanno una macchina fotografica digitale, ma non possiedono alcuna conoscenza o preparazione tecnica e che non mostrano nemmeno quello che fanno. Non voglio dire che ci si debba rivolgere solo a professionisti, pagando cifre astronomiche, ma valutare bene le credenziali del fotografo informandosi. Ci sono appassionati di fotografia molto bravi a cui ci si può rivolgere. Io stesso non sono un professionista (anche se la fotografia è al centro del mio lavoro), ma il mio lavoro è visibile e valutabile sul mio sito. Per il resto consiglio affrontare la seduta fotografica per il proprio book come puro divertimento: l’approccio migliore è non prendere mai le cose troppo sul serio.

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