Sesso, gay, escort e libri: a volte connubi perdenti

Immagine dal sito Studio 1088La regola generale che spesso si segue è che se un prodotto non è piaciuto è meglio non parlarne proprio, sì da farlo cadere nel dimenticatoio. Ci sono delle volte, però, che parlarne è corretto. Da diverso tempo ho finito di leggere un libro - scritto male e questo già giustificherebbe il silenzio - che continua a darmi fastidio per il modo in cui vengono affrontati il sesso, l'omosessualità e la prostituzione.

La storia è un po' classica: un escort gay si confessa. Ovviamente usa uno pseudonimo. Ovviamente il co-autore del libro afferma che è tutto vero e che il libro è un testo forte, scabroso, crudo - tanto crudo che Platinette e Luxuria si sono rifiutati di scriverne la prefazione! Il co-autore è un giornalista, cattolico, che, ad imitazione di don Benzi che salvava le prostitute, vuole redimere l'escort. Quindi primo passo di redenzione è la pubblicazione delle memorie dell'escort, precedute da un excursus storico-moraleggiante sulla prostituzione. Segue il racconto vero e proprio e viene da domandarsi se l'escort esista davvero; se effettivamente esiste se è così bello come dice; se è ancora vivo considerando le pillole di viagra che prende ogni giorno. Ci si augura anche che sia effettivamente bravo a letto perché a scrivere di certo non lo è.

Le scene “scabrose” sinceramente tali non sono (al limite saranno morbose) e durante la lettura ci si chiede come il giornalista intenda redimere l'escort, visto che, scusate la franchezza, l'unico intento che si coglie è quello di invitare ad un sano atto masturbatorio. Il che potrebbe anche stare bene senza però ammantarlo di aspetti soteriologici.

Leggendo il libro si viene a scoprire che l'escort è stato violentato da piccolo (e ti pareva!) e che l'unico amore puro che ha avuto è stato per una ragazza (ah!) - anche se l'incontro con questa ragazza è stato turbato da una sorta di evento diabolico (pure...) Ovviamente l'escort va con gli uomini, ma non è gay. Anzi, lui è molto più pulito di tutti i locali e saune gay che ci sono dentro. Del resto lui lo fa per soldi, mica perché gli piace...

Ora, io mi chiedo: cosa passa in testa ad una casa editrice squisitamente “al femminile” per accettare una tale pubblicazione? Di fatto se lo chiede anche la casa editrice stessa e (marzullianamente) si risponde dicendo che l'escort è

“una vittima della società, un ventenne che porta sulla sua anima le tracce degli abusi subiti a dodici anni da un pedofilo e, anche se i particolari crudi che costellano la sua narrazione possono ingannare, nelle sue pagine c’è più tristezza per la propria condizione che compiacimento per le soddisfazioni economiche ottenute”.

Mi chiedo anche cosa frulli in testa a un giornalista cattolico che vuole redimere un prostituto narrando semplicemente le sue (inverosimili) gesta erotiche (senza considera il razzismo che gronda dalle pagine del testo). D'accordo che dire e dirsi aiutano nel riconoscere la realtà che si vive e permettono di compiere delle scelte. Ma a questo punto tale libro di redenzione non è diverso dagli amatoriali siti porno che si trovano in rete (e che più che eccitare fanno tenerezza – o ribrezzo, fate voi).

Mi chiedo, inoltre, se il mix “sesso, escort, gay” costituisca un'esca così appetibile per scrittori ed editori che alla fine, pur di vendere, partoriscono dei prodotti a dir poco scadenti.

Da notare, infine, che il sito dedicato al libro è pieno di foto di uomini seminudi e anche in pose abbastanza osé: sempre per la serie “un cattolico redime un escort” (o è il contrario?).

Per concludere, il testo di cui parlo è Carne e anima. La vera storia del marchettaro Luca Scandaletti (che fantasia nell'inventare il cognome!) a cura di Franco Mariani (Sassoscritto Editore 2008, pagine 136, euro 12)

Foto | Studio 1088 - The Art of Michael Breyette

  • shares
  • Mail
15 commenti Aggiorna
Ordina: