Il dramma di Sviatoslav Richter

Considerato uno dei più grandi pianisti del XX secolo, Sviatoslav Richter (1915-1997) strabiliò il mondo per la profondità delle sue interpretazioni e un virtuosismo che, immancabilmente, rubava il fiato.

Sviatoslav Richter



L’amore per la musica era un tratto comune della famiglia Richter; scorreva rapida e impetuosa nel sangue e veniva tramandata, come una preziosa eredità, di padre in figlio. Il primo grande amore del giovane Sviatoslav Richter fu tuttavia la pittura. La passione per la musica e il pianoforte arrivò solo in un secondo tempo, ma si rivelò fatale.

Il dramma della fucilazione del padre, un pianista di origine tedesche, da parte dei sovietici che vedevano in lui una spia del nazismo segnarono profondamente il giovane pianista che si rifiutò di parlare per anni alla madre, ritenuta responsabile della morte del padre. La donna, follemente innamorata di un altro uomo, si era infatti rifiutata di lasciare la Russia, mettendo così il marito in serio pericolo di vita.

La carriera di Richter, nonostante i drammi privati, i ripiegamenti interiori, non conobbe battute d’arresto. Negli anni Cinquanta la sua fama valicò gli oceani, conquistò l’America e trionfò (non poteva certo essere diversamente) in tutta Europa.

Legatosi sentimentalmente alla cantante lirica Nina Dorliak, Sviatoslav Richter era in realtà omosessuale e l’unione tra i due, almeno secondo alcuni biografi, fu solo un paravento di carta per una società retriva, ostile e scioccamente omofoba.

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