Resistere in Italia o scappare? Ne parliamo con Sciltian Gastaldi


Del giornalista, scrittore e blogger Sciltian Gastaldi (che vedete nella foto) vi abbiamo parlato diverse volte. Non a caso è una delle più fertili penne in circolazione, oltre che un amico e un affezionato lettore di Queerblog. Il suo blog Anelli di fumo è un continuo spunto di riflessione e dibattito per la comunità glbt, soprattutto da quando il suo autore ha lasciato l'Italia per il Canada, offrendoci così uno sguardo disincantato, cinico e sconsolato dello stivale visto da fuori. Sciltian è docente di italiano all'Università di Toronto, ma la sua attività non si esaurisce così. Continua a scrivere e anche tanto. Dopo il successo di Angeli da un'ala soltanto, è uscito Coppie, una raccolta di racconti di cui Aelred vi aveva già parlato. Con altri due nuovi romanzi già pronti per la stampa, abbiamo colto l'occasione di intervistare Sciltian Gastaldi, e insieme abbiamo parlato del suo libro e delle grandi differenze tra la comunità glbt italiana e quella canadese.

Quali affinità e quali differenze fra coppie omo e etero?
Ogni coppia è un mondo a parte. E ciascuna coppia ha il suo modo di essere un "noi". Non esiste una ricetta valida per tutti e nemmeno valida per pochi in tutte le epoche. I tempi cambiano velocemente e così cambia il modo di vivere le relazioni di coppia.


Nel tuo libro, la relazione più solida e duratura mi pare sia quella all'interno del matrimonio, mentre quelle più tormentate sono quelle gay. E' solo un caso o credi davvero che le relazioni omosessuali siano più fragili?

Non è vero che le relazioni più tormentate siano quelle gay, nel mio libro: la più tormentata di tutte, l'unica che racconti di un omicidio-suicidio è etero. Ed è etero anche quella dell'uomo marchetta che va da una donna all'altra, in base solo a chi offre di più. Le relazioni omosessuali possono essere durature tanto quelle omosessuali, come qualità intrinseca. Poi è vero che all'interno della società italiana sono soggette a pressioni contrarie molto maggiori rispetto a quelle etero. Questa è un'arma a doppio taglio: per pochi funziona come un incentivo a resistere sulla breccia e a vivere più intensamente il proprio sentimento. Per molti funziona come deterrente, come ostacolo psicologico.

Visto il percorso di accettazione che si deve fare, secondo te è vero che le coppie gay sono più sincere e meno ipocrite di quelle che hanno una vita più facile?
Uhm, no, non credo. Quando l'amore c'è, è sincero per tutti: etero come gay.

Mentre parliamo del tuo ultimo libro, so che già due altri romanzi sono in arrivo. Ce ne parli?
Anelli di fumo è un romanzo sociale e polifonico che racconta lo spaccato di un gruppo di italiani di varie regioni, attorno ai trentacinque anni, che sopravvive ai tempi della crisi. Sono giovani, uomini e donne alle prese con i problemi della loro vita, la mancanza di lavoro e con la voglia di organizzare i propri sogni. Oltre a questo, c'è una trama di un certo spessore, interno a questo gruppo di persone, che si ritrova per una festa d'addio a Ostia. Ciascuno porta un pensiero per la coppia che decide di emigrare all'estero, ma due di questi regali saranno troppo particolari e determineranno una serie di problemi... Tutta colpa di Miguel Bosè è invece un romanzo umoristico. Di questo per ora non dico nulla, a parte il sottotitolo: "Storia di un bambino metrosessuale".

Romano di nascita, canadese di adozione. A Toronto abiti nel Gay Village. Parlaci della comunità glbt canadese, delle differenze a livello umano, politico e sociale...
Qui vivo nel Village per puro caso: sono anche a 300 metri dalla mia università ed è questo il motivo per cui ci abito. La comunità GLBT qui è un tessuto sociale coeso e politicamente potente, che si fa carico di organizzare e determinare per prima l'andamento della quotidianità canadese. E' una minoranza organizzata, multiculturale, determinata, molto ascoltata e di enorme successo. Siccome potrei rispondere in modo molto lungo a questa tua domanda, mi limito solo a un esempio: 25 anni fa accadde qui un episodio della storia del movimento, i "Toronto Bath-House Raids", nei quali 150 poliziotti irruppero nelle saune della città - che sono notoriamente l'anello debole della comunità - e arrestarono i clienti e i proprietari (268 persone) con l'accusa di prostituzione e atti contro la morale. Il giorno dopo, il centro di Toronto fu bloccato da una prima manifestazione spontanea di 3500 persone che protestavano violentemente per ciò che era successo. Poi ce ne fu un'altra, pochi giorni dopo, di 4000 persone. Da lì nacque un movimento giuridico e politico che si costituì parte civile nel processo e vinse. Tu immagini mai possibile una reazione del genere a Roma o Milano nel 1981 oppure oggi? Se vai sul sito della Radio Tv canadese CBC la registrazione di quella manifestazione è disponibile in archivio e, ti giuro, fa venire i brividi. Dà un'idea di comunità fenomenale, così come la dà ascoltare le assemblee delle prime organizzazioni per i diritti degli afro-americani.

Ora che guardi il tuo paese da lontano, cosa ti verrebbe da dire agli amici gay che sono rimasti?
Mi viene da dire: se volete sposarvi o adottare figli o essere riconosciuti prima di morire, andate in Spagna, se pensate che il
Canada sia troppo lontano o freddo. Sarò criticato per questo, ma i tempi sembrano compromessi per questo ciclo storico e secondo me le cose possono peggiorare, per esempio con l'approvazione di leggi discriminatorie, come quella sui Didore o la legge costituzionale che dovrebbe restringere il matrimonio alle sole coppie eterosessuali. E' vero che l'Italia del 2009 è sotto l'ombrello della UE, ma è appunto solo un ombrello, e come tale può essere chiuso dal governo italiano quando meglio creda. Sembra dunque di stare nel 1923, specie se consideri la gravità del referendum elettorale che voteremo il prossimo 21 giugno, un referendum appoggiato da PD e PDL e che porterebbe a una legge elettorale meno democratica di quella Acerbo-
Mussolini del 1923
. Be' io se fossi stato parte di una delle minoranze sgradite nel 1923 in Italia avrei preso una nave e sarei andato a Ellis Island, oppure mi sarei messo a organizzare una resistenza clandestina al regime. Ma non sarei mai rimasto ad aspettare che qualcuno venisse a bussare alla mia porta. Sembrerò esagerato e spero vivamente di esserlo, ma se il Parlamento italiano approverà leggi discriminatorie contro le coppie dello stesso sesso, sarà l'inizio di un ciclo peggiorativo, temo, non l'inizio del risorgimento LGBT. Chi rimane e combatte dall'interno in modo aperto si candida a fare grandi sacrifici: nessun diritto riconosciuto e la possibilità di ritorsioni giuridiche e non solo sul piano personale. Può essere una scelta eroica oppure folle, a seconda del punto di vista. Di certo, non sono io quello che può chiedere ai miei amici di compiere una simile scelta.

Parole dure ma vere. Siamo chiamati a riflettere. Ragazzi che vogliamo fare? Restare e fare resistenza (ma farla davvero) o scappare dove i diritti sono già acquisiti e vivere più sereni? La discussione è più che aperta. E' spalancata. Parliamone.

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