No al poliziotto crossdresser

Minigonna, maglietta celeste con l'ombelico visibile, e due orecchini pendenti fino alle spalle,

questo l'abbigliamento di un vice sovrintendente della Polizia postale di Venezia fuori dell'orario di lavoro, nelle sue passeggiate in zone centrali di Venezia e Mestre. Sorpreso da alcuni colleghi, nell'aprile scorso il poliziotto è stato espulso dal servizio dall'amministrazione dello Stato. A nulla è valso il suo ricorso per modificare la sentenza: il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Veneto ha infatti respinto la sua richiesta e ribadito il decreto di espulsione.

La motivazione del provvedimento è "l'assoluta mancanza del senso dell'onore e della morale", in riferimento a un comportamento ritenuto

oltremodo riprovevole e assolutamente inconciliabile con le funzioni proprie di un operatore di polizia.

L'episodio ci suggerisce una riflessione sull'altissimo grado di omofobia e transfobia che caratterizza l'ordinamento gerarchico delle forze dell'ordine. Ricordiamo l'episodio di non troppi anni fa, approdato in tribunale e sui giornali, che aveva come protagonista un agente gay a Roma.

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