Este: biblioteca e siti gay. Parla Alberto Ruggin

Una bibliotecaDopo aver dato la notizia del blocco dei siti gay da parte della Biblioteca Civica d'Este e aver approfondito l'argomento con il post di Marco sulla politica aziendale della consultazione dei siti gay in ufficio, torniamo sull'argomento dando la voce ai diretti interessanti, più che affidarci ad agenzie di stampa.

Enrico Oliari, presidente di GayLib, così ci racconta l'accaduto, riportandoci i siti che non si aprivano, come richiesto da qualche utente qui su Queerblog:

“Alberto si era recato in biblioteca perché gli si era guastato il computer di casa. Il suo scopo era quello di aggiornarsi sulle informazioni gay e, come da sua abitudine, voleva leggere vari giornali gay on line. Il nostro funzionava correttamente, ma mettendo Gay.it e Gay.tv si è accorto della censura. Altri siti, come Gaynews, erano bloccati parzialmente, ovvero si potevano leggere gli articoli ma non si aprivano le foto. Il giorno dopo si è recato sul posto con il giornalista de Il Mattino, Nicola Cesaro e lui ha fotografato tutto, al punto che le foto erano sul giornale. Il giornalista è andato con lo stesso computer su diversi siti porno etero, con esito ben diverso: nessuna censura”.

Secondo il diretto interessato, Alberto Ruggin, la polemica che ne è seguita è di squisita natura politica. Ci ha raccontato:

“Ritengo che la polemica politica purtroppo ci sia a causa della chiusura netta dell'amministrazione comunale all'istituzione del registro per le coppie di fatto nel comune di Este. Infatti lo scorso anno ebbi un incontro con il sindaco Giancarlo Piva e l'assessore alle pari opportunità Elisa Bussi (Rifondazione Comunista), i quali si opposero fortemente alla mia proposta. Davanti a mozioni, proposte anche in merito alla giornata mondiale contro l'omofobia del 17 maggio c'è sempre stato un nulla di fatto. Ho chiesto un incontro per organizzare qualcosa sulla giornata contro l'omofobia, ma nessuno mi contatta.

Dispiace che questo centro sinistra ancora una volta dopo il fallimento dei DiCo dimostri nei fatti di non essere per niente sensibile alle tematiche della comunità omosessuale; ancor più grave se questo si verifica a livello di amministrazioni comunali provinciali e regionali (ricordo il fallimento dell'istituzione dei registri per le coppie di fatto al comune di Roma con l'amministrazione Veltroni). Confido che con l'inizio della discussiuone parlamentare dei DiDoRe ora depositati alla Camera dai ministri Rotondi e Brunetta, finalmente si apra un confronto serio e costruttivo non solo sui diritti civili ma anche su tutti questi temi”

A chi gli fa notare che forse è alla ricerca di una rivalsa personale per via della discriminazione che ha subito, Alberto risponde così:

“Io dagli estensi non ho avuto altro che tanta tanta solidarietà dopo il fatto dell'allontanamento dal coro della chiesa e ne sono prova le centinaia di lettere ricevute da estensi e non. Mi farebbe molto piacere potermi confrontare con chi mi accusa di avercela con i miei concittadini e invitarlo a venire a messa con me una domenica alla Basilica delle Grazie per vedere la solidarietà che tutt'ora riscontro in particolare dalle mamme degli alunni che avevo a catechismo”.

Facciamo notare che fino al pomeriggio di oggi, 23 aprile 2009, la situazione presso la Biblioteca Civica di Este non è cambiata: i siti Gay.it e Gay.tv risultano oscurati – mentre il nostro Queerblog è visibile (il sistema non conoscerà il termine queer, che dire...!)

Al di là delle idee politiche di ognuno, la domanda che Queerblog ha posto qui rimane aperta: forse non esiste totalmente la libertà di stampa in Italia, come alcuni sostengono, ma la libertà di trovare le informazioni l’avevamo mai sentita nominare?

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