Sudafrica: un omofobo al posto di Nelson Mandela?


Jacob Zuma, leader del partito di maggioranza African national congress, diventerà con ogni probabilità il prossimo presidente del Sudafrica, l'unico paese africano - è bene saperlo - in cui due gay o due lesbiche possono sposarsi.

Peccato che Zuma sia lo stesso che, pochi anni fa, fu al centro di un caso politico: il 26 settembre 2006 si lasciò andare a giudizi poco lusinghieri sull'omosessualità e sul matrimonio gay ("una disgrazia per la nazione e per Dio"); c'è da dire che qualche giorno dopo lo stesso Zuma chiese scusa per la sofferenza che aveva potuto provocare e spiegò che era stato frainteso. Aggiunse anche che ringraziava "i tanti compatrioti gay e lesbiche per il notevole contributo dato alla lotta che ci ha portato alla libertà".

In effetti gay e lesbiche, sia neri sia bianchi, sin dal primo momento hanno affiancato i neri nella lotta all'apartheid, contro la minoranza bianca che, oltre a essere razzista, era anche omofoba. In ogni caso la Costituzione sudafricana vieta ogni forma di discriminazione basata sull'orientamento sessuale: alla fine Zuma come si schiererà?

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