Il weekend perduto di Charles Jackson

Il nome di Charles Jackson (1903-1968) è legato a strettissimo filo al suo grande capolavoro “The lost weekend” che negli anni quaranta Billy Wilder trasformò in un film che si accaparrò, oltre l’attenzione del grande pubblico, anche un oscar come migliore pellicola dell’anno.

Charles Jackson e The lost weekend

Tuttavia la vita dello scrittore, nonostante fama e successo, continuò a correre su binari distorti, a volare sulle montagne russe; toccare per un momento il tetto del cielo e rovinare poi a terra, in frantumi, subito dopo. Problemi d’alcolismo, blocchi di scrittura ed una bisessualità conflittuale che, secondo il biografo e studioso di letteratura Anthony Slide, lo scrittore accettò solo negli ultimi anni della sua vita, quando, fatalmente innamorato, andò a convivere con il giovane amante.

Demoni spaventosi che l’autore del celebre Weekend perduto tentò, nel corso della sua tribolata vita, di sconfiggere in più modi. Dalle sessioni con uno psichiatra a quelle dell’associazione anonimi alcolisti, dove, dopo la vendita della loro bellissima casa nel New Hampshire per debiti, si era impiegata anche la moglie. Tentativi in parte coronati dal successo, ma che prosciugarono, almeno in parte, il talento disordinato, malinconico e certo non comune, di Charles Jackson.

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