Uganda: ex gay confessa di aver reclutato ragazzi a scuola

In Uganda è in atto una vera e propria caccia alle streghe e nel mirino ci sono gay, lesbiche e trans del paese: in particolare gli attivisti delle associazioni lgbt. L'ultimo attacco arriva addirittua da un ex difensore dei diritti umani, George Oundo (noto come Georgina), che l'anno scorso fu addirittura arrestato dalla polizia ugandese per il suo attivismo.

Un paio di settimane fa Oundo - che adesso dice di essere un ex gay grazie ai buoni uffici di una chiesa evangelica e che spera di sposarsi con una donna - durante un convegno ha confessato di aver "reclutato" giovani ragazzi e ragazze, nelle scuole ugandesi, per convertirli all'omosessualità. Dice di aver ricevuto ingenti somme di denaro per questa operazione e di essere stato preparato dalle associazioni per i diritti delle persone lgbt.

Ovviamente il movimento gay ugandese respinge come calunniose e infamanti queste accuse e ribadisce di non aver mai "reclutato" giovani né adolescenti, ma il clima nel paese è molto pesante, anche a causa dell'ingerenza delle chiese, quelle protestanto e la cattolica.

La sodomia è punita con il carcere, i matrimoni gay sono espressamente vietati e adesso alcune associazioni come Family Life Network chiedono leggi ancora più severe nella "guerra contro la sodomia", mentre gli stessi vertici istituzionali denunciano la "diffusione del vizio anche nelle scuole". Solidarietà alle sorelle e ai fratelli lgbt che in Uganda corrono davvero seri rischi.

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