Sylvia Beach, Parigi e Shakespeare and Company

Sylvia Beach per esorcizzare la morte della compagna Adrienne, scrisse un bellissimo libro fitto di ricordi, di grandi incontri, di nomi e fatti degni di essere ricordati.

Sylvia Beach

Nella Parigi tra le due guerre, la figura di Sylvia Beach fu una sorta di faro della letteratura inglese in terra francese.

Nella sua libreria Shakespeare and Company che l’americana aveva aperto nella capitale dopo essersi innamorata perdutamente di Adrienne Monnier, un famosa libraia parigina, si incontravano e tenevano banco con discussioni e vivacissime dissertazioni gli scrittori e gli intellettuali più importanti del periodo, da James Joyce (di cui la Beach pubblicò per prima l’Ulisse) a T.S Eliot. Tutti nomi destinati a lasciare un segno non solo nella storia della letteratura in lingua inglese, ma in quella mondiale.

Dopo gli anni scintillanti, i mille incontri felici ed il successo del capolavoro di Joyce, arrivò anche un tempo immensamente buio, spaventosamente claustrofobico. I tedeschi, ormai padroni assoluti della città, costrinsero infatti la Beach a chiudere la libreria. Una chiusura che si rivelò definitiva, nonostante Ernest Hemingway nel 1944 inscenò una liberazione simbolica della famosa libreria in rue de l’Odeon.

Lo spirito indomito di Sylvia Beach non si perse tuttavia d’animo e nel 1956, per esorcizzare, almeno in parte, la morte della compagna Adrienne, scrisse un bellissimo libro fitto di ricordi, di grandi incontri, di nomi e fatti davvero indimenticabili.

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