Milano: operaio 25enne ricattato perché gay

Per quattro anni è stato costretto a subire rapporti sessuali imposti, a soddisfare ogni richiesta del suo carnefice che lo minacciava di rivelare la sua omosessualità ai genitori, agli amici e ai datori di lavoro. L'incubo, per l'operaio 25enne vittima di questo ricatto, è finito grazie ai carabinieri di Lainate (Milano), che hanno raccolto informazioni in giro e poi hanno avvicinato il giovane e lo hanno sostenuto.

Una storia di paura, di omofobia introiettata, di omosessualità non accettata e non vissuta alla luce del sole, quindi diventata una vergogna da nascondere ad ogni costo. Il comandante della stazione dei carabinieri ha rassicurato il giovane operaio e lo ha convinto a denunciare il suo persecutore, un coetaneo nullafacente già coinvolto nel piccolo traffico di stupefacenti.

Il ricattatore è adesso a San Vittore; la vittima, come ci ricorda anche l'Arcigay, ha bisogno di aiuto, sostegno e consapevolezza. La stessa consapevolezza che in questo momento manca alle istituzioni, le quali assistono senza intervenire a un progressivo imbarbarimento della nostra società: l'omosessualità è sempre più presa di mira e diventa qualcosa di cui vergognarsi. Dobbiamo rompere questa catena di aggressione e auto-punizione.

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