Palermo Pride 2013, la conferenza stampa di presentazione

Questa mattina, al Teato Massimo di Palermo, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Palermo pride 2013. Queerblog vi racconta come è andata.

Palermo Pride 2013 - Conferenza stampa di presentazione

Esce persino uno spicchio di sole in questa mattinata umida siciliana, la cornice della presentazione alla stampa di questo Pride, che vede Palermo sede nazionale, è quella del Teatro Massimo di Palermo, il gioiello dell’architetto Basile, proprio nel centro della città.

Ad aprire le danze di questa che si preannuncia una festa gioiosa all’insegna dei diritti civili Massimo Milani, del consiglio direttivo, sempre elegantissimo, che dedica il Pride ai 30 anni di lotte dell’Arcigay locale che si sono consumate, non senza ferite enormi, “solo per il fatto di voler esistere”, prima di leggere una poesia del poeta corleonese Nino Gennaro, ha ribadito, vedendosi circondato dalle istituzioni, in aperto dialogo con il movimento:

La nostra battaglia era giusta.

Titti De Simone, presidente del comitato pride e moderatrice ha spiegato i punti salienti, del pride più a Sud d’Italia e d’Europa, a partire dal logo, opera del designer Donato Faruolo:

Palermo rappresenta un ponte, tra l’Europa e il Mediterraneo. Da Gay pride a Pride, perché appartine a tutti, un alfabeto universale di diritti civili.

L’evento verrà costruito ragionando con le istituzioni e chiedendo nuove leggi per contrastare l’omofobia. Fra i servizi offerti dalla città, oltre all’incoming, una Pride card, un pass che permetterà di accedere a scontistica per musei, ristoranti e mezzi pubblici. In più partirà l’iniziativa Focus on Pride, attraverso un bando videomaker ed artisti potranno proporre uno spot che condensi e veicoli l’idea del Pride. Si istituirà un Gay Village che ospiterà serate e dibattiti. E per finire la drammaturga Emma Dante, proporrà un’anteprima della sua Medea, proprio nei giorni dell’evento.

Palermo Pride 2013 - Conferenza stampa di presentazione

Le famiglie nella lingua italiana nascono al plurale, ha fatto presente Rita De Santis di Agedo, come a voler sottolineare la pluralità delle diversità. Si è rivolta apertamete ai giornalisti che facilmete etichettatno il Pride come una sfilata di piume e lustrini:

Non è detto che essere vestito in giacca e cravatta significhi essere migliore cìdi chi è in strass e piume. Sul carro dell’Agedo è bellissimo essere accanto a tua madre o a tua nonna vestito come preferisci. Palermo deve la sua bellezza alla capacità di unire diverse culture - araba, normanna, spagnola - perché in questo Paese siamo caduti in questa barbarie?

Flavio Romani, presidente dell’Arcigay nazionale, ricorda che gli albori dell’associazione cominciano proprio a Palermo, spiega che ci sono state perplessità e stupori una volta designato il capoluogo siciliano come sede nazionale del Pride, “fondati sull’ignoranza, che conosciamo bene”, e ha concluso dicendosi certo che:

Palermo è una città meravigliosa, saprà dare un grandissimo segno di civiltà.

Palermo Pride 2013 - Conferenza stampa di presentazione

Felice di essere al Teatro Massimo anche il Sindaco Leoluca Orlando. Ricordiamo che fu proprio lui a lanciare al candidatura di Palermo come città del Pride a conclusione della parata dell’anno scorso, ornato da un boa di struzzo fucsia, gentilmente allungato da Massimo Milani, ha esordito:

Si può meravigliare chi non ci conosce. La candidatura era scontata.

In risposta alle polemiche sul finanziamento all’evento elargito dal Comune ha premesso:

Mi vergogno di fare un calcolo economico.

Ma ha spiegato le ragioni di convenienza meramente pratiche: un cospicuo rientro come immagini e capitali a monte di un finanziamento di diecimila euro.

Alessandro Rais ha parlato in rappresentanza del presidente Rosario Crocetta impossibilitato a partecipare per impegni improcrastinabili, l’ente regione siciliana patrocinerà l’iniziativa, Rais ha anticipato il riconoscimento del turismo LGBT nell’Isola, così come già avviene per il turismo religioso e naturalistico.

La dignità della diversità fa parte del DNA di questa regione.

A conclusione la madrina Maria Grazia Cucinotta, fra i flash dei fotografi, in rigoroso nero, ha brevemente sancito:

Nessuno ci può giudicare. Puntare un dito equivale a puntare una pistola.

  • shares
  • Mail