Brescia: coppia gay respinta all'anagrafe

Piccole storie quotidiane di soprusi, spesso attuati da quelle amministrazioni che rappresentano i cittadini e dovrebbero tutelarli tutti, senza distinzione di sesso, razza, religione o di orientamento sessuale. Purtroppo però non è sempre così.

L'ultimo caso di discriminazione, inutile sciocca e crudele, ma dannosa e mortificante arriva da Brescia. Carlo e Simone sono gay, vivono insieme e formano una famiglia anagrafica, secondo la legge. Qualche giorno fa si sono presentati in Comune, per chiedere un certificato di stato di famiglia, necessario per ottenere un mutuo insieme; dopo alcuni giorni di tira e molla un funzionario dello sportello comunica ai due che il Comune di Brescia non contempla questa possibilità, dal momento che si tratta di una coppia dello stesso sesso.

I due non si arrendono e, forti della legge anagrafica che parla anche di "vincoli affettivi", tornano alla carica, con una richiesta urgente legata proprio all'esigenza del mutuo cointestato. La responsabile dell'ufficio, però, la dottoressa Maria Maddalena Sanna chiede di tornare ancora una volta e preannuncia un tempo di riflessione di 30 giorni (!) per prendere una decisione.

Carlo e Simone a questo punto scrivono a Grillini, direttore di Gaynews, e denunciano la vera e propria vessazione che stanno subendo. Qualcuno informi la ministra Carfagna che si affanna a ripetere a destra e a manca che le coppie gay in Italia non sono affatto discriminate. Eppure non riescono a ottenere neppure un certificato.

Aggiungo che a Milano, in verità, il Comune non ha nessuna difficoltà ad applicare la legge anagrafica anche alle coppie dello stesso sesso. Forse Brescia segue una legislazione differente...

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