Russia: attivisti gay accusati di promuovere l'omosessualità

Tempi sempre più duri per i gay e per gli attivisti del movimento lgbt in Russia. L'ultima novità - pessima - è l'accusa di "promozione dell'omosessualità", che ha colpito due militanti storici di Mosca.

Nikolai Baev e Irina Fet, due degli organizzatori del Pride di Mosca, sono stati accusati di diffondere l'omosessualità fra i minori, a causa di uno striscione che hanno esposto vicino a una scuola e a una biblioteca, con le scritte "L'omosessualità è normale", e "Sono fiero della mia omosessualità".

La denuncia è arrivata dalla regione del Ryazan, dove una legge locale vieta di parlare dell'omosessualità ai minori. I due sono stati multati per circa 35 euro, ma hanno intenzione di arrivare fino alla Corte Suprema russa, per dimostrare che quella legge è incostituzionale.

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