Vittorio Feltri e il vittimismo dei gay

Vittorio Feltri, diretto di LiberoNel salotto di Klaus Davi è ospite Vittorio Feltri, direttore di Libero, che parla anche dei gay (ormai è un vezzo di Davi). Ecco alcuni passaggi dell'intervista.


  • Io penso che il vittimismo gay sia residuale, perché le cose sono cambiate e stanno cambiando. È dovuto, credo, ad un atteggiamento guardingo degli omosessuali che vedono in ogni sguardo, in ogni frase, la possibilità di un attacco, di una discriminazione. In realtà - io parlo per me, ma mi auguro che sia un pensiero condiviso - a nessuno importa niente se uno sia omosessuale, anche perché è difficile saperlo.
  • Uno un giorno è omosessuale, un giorno non lo è: sono affari suoi. Io, personalmente, di quello che succede sotto le lenzuola degli altri mi disinteresso, ma non per un atteggiamento snobistico, ma perché veramente non m’interessa. Se devo assumere una persona o devo giudicare un articolo, che l’abbia scritto una donna, o una donna lesbica o un eterosessuale o un omosessuale, io nemmeno me lo chiedo.
  • Il vittimismo diventa un'arma di difesa o anche di offesa: in mancanza di argomenti migliori uno dice “Mi discrimini perché sono gay”. E no! Io ti discrimino perché sei un cretino!
  • Grillini è un uomo intelligente [ma0] l’aspetto sessuale dovrebbe essere del tutto secondario: non capisco perché diventi o una bandiera per rivendicare qualcosa oppure una lancia per offendere. Io credo che bisognerebbe smettere, ci arriveremo con calma.

Per chi fosse interessato a sentire il tutto direttamente dalle labbra di Feltri, la parte sopra citata va dal minuto 2:00 al 5:18.

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