Jean-Jacques-Regis de Cambeceres, padre del Codice napoleonico

Jean-Jacques Regis de Cambeceres

La sua ascesa iniziò alla fine del Settecento, mentre la Francia viveva il grande e tumultuoso terrore della rivoluzione. Intelligente e pacato, Jean-Jacques-Regis de Cambeceres (1753-1824) seppe destreggiarsi sempre con abilità e discrezione, sostenendo Napoleone che, a passi spediti, si stava allora facendo largo tra le schiere dei potentati francesi. Il generale corso trovò in lui un amico fidato ed un profondissimo conoscitore della legge.

Il suo nome è del resto indissolubilmente legato al celebre codice napoleonico. La sua impronta su quel complesso testo giuridico è chiara ed indiscutibile, illuminata ed illuminante. Come sempre chiara fu anche la sua omosessualità che mai nascose (nelle alte sfere si scherzava spesso e volentieri sulle sue "spedizioni" nei giardini del Palais-Royal).

Sempre secondo alcuni storici fu proprio la sua influenza che portò alla depenalizzazione dell’omosessualità in Francia. Ricoperto di onori da Napoleone (gli attribuì, tra l’altro, anche il titolo onorifico di duca di Parma), Jean-Jacques-Regis de Cambeceres fu di fatto, durante le lunghe assenze dell’Imperatore, capo del governo metropolitano. Un ruolo che lo espose però al malcontento crescente di un paese sfinito ormai dalle interminabili guerre. La definitiva sconfitta di Napoleone a Waterloo segnò una volta per tutte la fine del grande sogno dell'ex generale di Ajaccio ed il ritorno dei Borboni sul trono di Francia. Privato in un primo tempo di tutti i suoi diritti civili, il duca di Parma venne reintegrato e perdonato dal nuovo sovrano in considerazione proprio di quella sua mitezza politica e per essersi un tempo schierato contro la condanna a morte di Luigi XVI.

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