Kosovo: protesta contro il generale italiano Gay (di cognome)

Il Generale di Corpo d'Armata Giuseppe Emilio GayLa notizia ha il sapore del pesce d'aprile (visto che è accaduta ieri) e dello scoop: alcuni rappresentanti del gruppo Shqiptar seder dhe tradite (Orgoglio e tradizione albanese) hanno manifestato di fronte all'ingresso della base del contingente italiano della missione Nato a Pec – nel Kosovo occidentale – perché il comandante della contingente è gay. Emilio Giuseppe Gay (in foto). Solo che i manifestanti non avevano capito che si trattava di un cognome e non dell'orientamento sessuale del comandante. E giù con striscioni eloquenti: La sicurezza non è roba da femmine oppure L'indipendenza non è merce di “scambio”. Anzi, il leader del movimento, Fatmir Kuci ha dichiarato stizzito:

“Il Kosovo sta vivendo un momento delicatissimo della sua storia contemporanea in cui la presenza dei militari Nato è garanzia non solo della sicurezza, ma anche della nostra di identità di popolo finalmente indipendente. Solo una persona coraggiosa e risoluta può guidare Kfor e non certo un gay”.

Per sciogliere la manifestazione di protesta la polizia è dovuta intervenire con le maniere forti perché i manifestanti non credevano alla versione del cognome e non volevano essere presi in giro.

Besnim Hakepi, portavoce della polizia kosovara, si è detto incredulo e mortificato:

“Non posso credere a quanto sia accaduto, che è frutto al contempo dell'intolleranza e dell'ignoranza: solo persone 'fuori dal mondo' possono aver scambiato un cognome per la connotazione sessuale di una persona che, comunque, avrebbe giustificato un'iniziativa del genere. Atti del genere non hanno nulla che fare con il Kosovo che è uno stato moderno, multietnico e democratico: come cittadino kosovaro esprimo il mio rammarico e le mie scuse al generale Gay a cui rinnovo tutta la stima e la gratitudine per il delicato compito che sta svolgendo nel nostro paese”.

Via | Wall Street Italia
Foto | KFOR

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