Bill Clinton contro il DOMA che la sua stessa amministrazione ratificò

Bill Clinton

Ripensamenti verso il proprio operato, in particolare per una legge, considerata, col senno di poi, da abolire. Si cambia decisamente aria negli USA. La comunità LGBT non dimentica di certo il famoso Doma l'acronimo di Defence Of Marriage Act, ovvero una delle leggi che entrano nel merito dell'orientamento sessuale, che Bill Clinton, nella sua lunga (e per certi versi discussa) presidenza, ratificò, insieme al Don't Ask Don't Tell (non chiedere, non dire). La prima verrà discussa dalla Corte suprema il prossimo 27 marzo.

Contro il Don't ask don' t tell - conosciuto anche come DADT, la linea politica degli Stati Uniti d'America adottata tra il 1993 e il 2010, che avrebbe dovuto limitare i tentativi dell'esercito di individuare membri o candidati omosessuali o bisessuali non dichiarati fra le sue fila, e che, in quest'ottica, escluse almeno 14.000 omosessuali, durante il suo periodo di applicazione  - si è espressa l'amministrazione Obama, che ne ha ordinato l'abrogazione.

Bill Clinton contro il DOMA, legge che lui stesso ha emanatoPer il Doma Clinton, chiede adesso apertamente l'abolizione, perché "incostituzionale". Per farlo affida a un giornale autorevole un appello alla Corte Suprema. Ricordiamo che anche Obama  ha chiesto alla Corte suprema di abrogare il Defense of Marriage Act.

Nel suo appello, pubblicato sul Washington Post, Bill Clinton scrive adesso:

I tempi erano diversi [quelli in cui la legge arrivò sulla sua scrivania, n.d.r.]. Nessun Stato dell'unione aveva riconosciuto il matrimonio tra persone dello stesso sesso, sebbene alcuni si stessero muovendo in quella direzione. Il 27 marzo, il Doma arriverà davanti alla Corte Suprema, e i giudici devono decidere se è coerente con i principi di una nazione che onora la libertà, l'uguaglianza e la giustizia, soprattutto, ed è quindi costituzionale. Come presidente che ha firmato l'atto in legge, sono giunto a credere che il Doma è in contrasto con tali principi e, di fatto, incompatibile con la nostra Costituzione. Quando firmai la legge, allegai una dichiarazione ammonendo che “la promulgazione di questa legge non dovrebbe essere usata come una scusa per la discriminazione”. Rileggendo queste parole oggi, so che, ancor peggio che fornire una scusa alla discriminazione, questa legge è in se stessa discriminatoria. Dovrebbe essere abolita.

Già nove Stati americani hanno legalizzato le nozze gay. La dichiarazione di Clinton è un passo in più verso la parità dei diritti civili, e resta certamente un gesto simbolico. In California, ricordiamo, si discuterà negli stessi giorni della Proposition 8, il quesito referendario che nel 2008 ha messo al bando le nozze gay.

Foto | Getty

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