Claudia Gerini icona gay?

Claudia Gerini icona gay?Sul Corriere Claudia Gerini viene definita un'icona gay. Lei stessa afferma di esserlo dai tempi di Non è la Rai. Il giornalista Valerio Cappelli le chiede quando è diventata un simbolo dei gay e lei risponde:

Veramente da quando ero ragazzina a Non è la Rai. All'uscita c'erano gruppettini di ragazze che inseguivano le loro preferite. Poi in un film, La vespa e la regina, facevo la lesbica che per una serie di coincidenze doveva fingere di essere una femminona. Mi sono sempre stupita, alle lesbiche piace chi veste in modo esagerato, Valeria Marini così eccessiva, e prima Raffaella Carrà per i suoi balletti e per i costumi con le frange. In Usa c'è il modello Madonna, mascolina e dominatrice. Io me ne andavo in jeans, senza trucco, sempre stata troppo poco femmina per essere giudicata un'icona gay. Invece nei locali tipo Muccassassina, nel tour del film a cui ho potuto partecipare, mi sono divertita tantissimo, sono salita sul palco, ho fatto animazione come ai miei inizi.

Parla poi della bisessualità degli adolescenti di oggi:

Sono piccole esplorazioni superficiali, è quel tipo di intimità che si crea tra ragazze, un po' vuoi sperimentare, un po' vuoi trasgredire. Tra ragazze ci si capisce, non c'è paura. Io non mi sono mai innamorata di una ragazza, giusto un bacio dopo un po' di alcol. Niente di più. Sono molto etero. C'era molta più libertà quando facevo il liceo alla fine degli anni '80. Vedo molta ipocrisia. L'argomento è sdoganato alla moda o al cinema ma si fa fatica a star dietro ai cambiamenti. L'Italia è un paese ipocrita dove le cose si sanno ma non si devono dire. Bisogna far finta che non esistano. La società è più avanti delle leggi.

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