Gay Pride: Qualcosa di cui essere ancora orgogliosi?

gay_pride Quest'anno il Gay Pride nazionale si terrà il 13 giugno a Genova. L'organizzazione dell'evento è già iniziato da mesi e l'Arcigay sta pianificando i dettagli. Tutto sembra essere gestibile e sufficientemente pacifico (a parte soliti cori cattolici e politici, ma è scontato). E anche quest'anno, ammetto, spero che qualcosa possa cambiare in tutto questo. Prima di passare per un esponente di Forza Nuova sotto mentite spoglie: io sono favorevole al Gay Pride, ma non riesco a rispecchiarmici totalmente.

Quasi quotidianamente cerchiamo di lottare affinché certi diritti negati finalmente possano essere davvero comuni: vogliamo almeno la possibilità di sancire la nostra unione, non in Chiesa ma anche in Comune. Anche in un'aiuola o in un qualsiasi luogo nel quale questo patto tra due persone venga riconosciuto dallo Stato. All'estero si lotta per poter garantire in più stati possibili anche l'adozione di bambini, la possibilità di creare una famiglia.

Purtroppo non è quello che ogni anno vedo dal Gay Pride. Insomma, sappiamo che non tutti ci adorano. Molti ci manderebbero sulla luna a pedate, se non addirittura altrove. Per cui, dispiace ammetterlo, ma credo sia anche necessario sensibilizzare un'opinione pubblica che ha al suo interno alcune rappresentanze a noi ostili. E a mio parere il Gay Pride, organizzato così com'è, ci gioca contro.

Mi spiego meglio: tutto il rispetto possibile per chi organizza questo evento, annualmente, ma certe persone ancora non capiscono tutto questo desiderio di parità di diritti perché "non ci prendono sul serio". Spesso ancora i gay vengono equiparati a uomini che passano le ore della loro giornata a scopare. Ma non è così. Può esserlo per alcuni, come per gli etero, del resto, ma altri hanno progetti, sogni e sperano un giorno di passare tutta la vita insieme al proprio compagno. Persone che hanno desideri semplici: convivere, unirsi in un legame "credibile" per lo Stato, apparire uguale a tutti quanti anche per il resto del mondo.

Ma purtroppo c'è ancora chi non la vede così e, a mio modesto parere, non è facendo sfilare dei carri, con uomini vestiti da donna, o seminudi, che può far cambiare il pensiero. Forse è colpa dei tg o dei giornali che filma solo questo durante i Gay Pride, ma non credo che i carri delle varie discoteche, con cubisti che ammiccani, in perizoma, o imparruccati che si scatenano sulle note di "Dancing Queen" o "YMCA", siano d'aiuto alla causa.

Non sono bigotto, credo che ognuno nella propria vita sia libero di fare quello che vuole, ma a volte il Gay Pride sembra sempre più un "Carnevale fuori stagione", con balli, musica a tutto volume, "carri animati" e uomini glitterati o mezzi nudi che si sbracciano e ballano sfrenati. A volte, invece, ritengo che sia più credibile dare una visione diversa del mondo: due uomini vestiti normalmente che si tengono per mano o che camminano, abbracciati, sulle note di qualsivoglia canzone possa fare più "rumore" di tutta la musica pop e commerciale e delle varie starlette per un giorno che vi presenziano. Prima che si perda il vero spirito della giornata gay e di un Pride/Orgoglio, sostituito invece da un "circo ambulante".

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