Georgia O'keeffe ovvero l'arte come lente di ingrandimento

Georgia O'Keeffe

Le biografie più accreditate ci dicono come i suoi grandi petali, dipinti come se osservati attraverso una lente di ingrandimento, richiamassero su di lei l’attenzione di pubblico e critica. Erano gli anni venti, ma Georgia O'keeffe (1887-1986) aveva già alle spalle una vita mossa e sfaccetta. Dopo avere studiato arte presso diverse scuole ed Istituti, la O’Keeffe decise, certa di non poter raggiungere l’eccellenza, di smettere di dipingere e dedicarsi piuttosto all’insegnamento.

La svolta arrivò solo nel 1916, quando alcuni suoi disegni a carboncino vennero portati a Alfred Stieglitz, celebre gallerista di New York. La mostra, sostenuta dal grande entusiasmo di Alfred Stieglitz, fu un grande successo. Un successo coronato, qualche tempo dopo, anche dal matrimonio tra i due. Molto si è speculato della sessualità della pittrice. Sulla sua relazione con il marito più grande di lei di quasi vent’anni. La sua scarsa attrazione per gli uomini è stata sottolineata più di una volta. In più di una biografia.

I due coniugi, si racconta, ebbero in comune addirittura un’amante, la maliarda Rebecca Strand, moglie del noto fotografo Paul Strand. Ma questa non fu certamente l’unica amante della O’Keeffe che amava circondarsi di amici omosessuali ed avere relazioni con altre donne. A volo citiamo Margery Latimer e Blanche Matthias, le più famose. La pittrice, ormai all’apice del suo successo, non amava essere una celebrità od avere i riflettori puntati su di lei. Fu probabilmente per questo motivo che decise di vivere lontano dalle luci abbaglianti di New York in un ranch del New Mexico. Qui trascorse gli anni della maturità più piena e sempre qui, ormai anziana ed avviata alla cecità, incontrò il giovane Juan Hamilton. Una vera e propria manna dal cielo, visto che l’uomo le rimase accanto fino alla morte, sostenendola e promuovendone sempre l’arte. A lui, la pittrice (morta quasi centenaria) lasciò tutti i suoi beni, suscitando “inevitabilmente” le ire dei familiari.

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