Spagna e trans nell'esercito: che scandalo!

Forze Armate SpagnoleEcco un articoletto di tal Rita Occidente Lupo pubblicato su Pontifex (giornale online nato dalla scissione – per motivi di satanismo, giochi d'azzardo e via dicendo – di Petrus) che commenta (con un po' di ritardo) l'apertura delle forze amate spagnole ai trans. Più che un articolo sono frasi, collegate tra loro dall'argomento generale, ma non da un discorso logico interno. Comunque, ve ne offriamo un florilegio, nel caso vogliate leggere un po' di amenità nel week end.

La progressista Madrid amplia le fila delle Forze Armate anche ai trans. Un vero e proprio scoop per le carriere dei più grintosi maschilisti in uniforme. La divisa, come detta l’anagrafe. Tant’ acqua sotto i ponti. Da quando occorreva essere severamente a posto nel fisico. Apparato genitale compreso. Con il sesso ben determinato.

Questo è il prologo. Punto. Capito? Punto.

E così, picconate alla legislatura, ricorsi vari, per poter finalmente specchiarsi in divisa. In merito alle perplessità sul reparto, sulle stanze e sui servizi da usare il sesso sul documento identitario. Per i trans, non più tabù.

Cioè?

Di solito, il Corpo Armato vuol essere un esempio di rigida disciplina, di correttezza militare, di servizio al Paese attraverso determinate mansioni. L’eccessivo permissivismo, così appare l’atteggiamento spagnolo, rischia di confondere e di voler a tutti i costi imporre la diversità anche negli ordini militari.

Sento rumore di unghiate per arrampicarsi sugli specchi: avesse elencato una - dico una - motivazione difendibile. Solo luoghi comuni.

La diversità, davvero in ogni salsa, issata quasi ad esempio. Le mode del tempo finiscono per farla passare liscia anche all’irregolare, alle storture. E se il mito Rodriguez Zapatero, ricovera sotto l’ala socialista i Paesi Baschi, la perdita della Galizia lo consapevolizza che, laddove esistono delle povertà, occorre rallentare il passo per la grossa crisi economica. E rimanere abbarbicati ad un minimo conservatorismo, che ancora dà alla gente la chiarezza e la speranza, che i valori possono ancora salvare la Nazione.

Ammettiamolo, però: l'espressione “rimanere abbarbicati ad un minimo conservatorismo” ha un suo fascino onomatopeico!

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