La festa di tutte le donne

La festa di tutte le donne

“L’otto marzo è una data importante è un pezzo della storia scritta dalle donne. Secondo me bisogna sempre celebrarla dando spazio alla memoria (ci sono nuove generazioni che non conoscono l'origine di questa ricorrenza) ma anche in prospettiva di un significato più contemporaneo...”

Così mi scrive la mia amica Rosi Castellese, una delle fondatrici del circolo Lady Oscar Arcilesbica di Palermo.

La festa di tutte le donne

Perché io da donna etero mi sono interrogata, ma c’è, ci può essere una differenza nell’otto marzo, per le donne omosessuali? E se c’è dove affonda questa differenza?, ma la sintesi stessa dell’8 marzo non è superarle queste differenza? Quel significato contemporaneo sta proprio lì, secondo me, trovare un nuovo modo di raccontarsi, di superare gli stereotipi e i limiti imposti e autoimposti. Perché esiste una certa presa di distanza dalla rivendicazione - serpeggia su internet, sugli stati di facebook, quasi uno sfottò “a quando la festa degli uomini”? oppure “guai a  chi regala mimose” - le donne hanno paura di lamentarsi, di dire, ok, abbiamo ancora da fare, dobbiamo capire come stiamo, tirare le fila, capire perché sopravvive la violenza contro di noi, perché si è fatta strada una parola orribile come femminicidio, perché si scambia la passione, l’amore, con la violenza. C’è un’educazione alla consapevolezza di sé, del proprio valore come essere umano, che deve cominciare da bambine e continuare con determinazione.

Io che voglio ricevere mimose, onorata dalla mia condizione genetica e umana, non posso rimanere insensibile davanti all’evidente stato di allerta, alle discriminazioni, all’ uso mediatico, e improprio, del corpo femminile.

Continua la mia amica Rosi:

Già nel 1972 per l'8 marzo alla manifestazione a Roma in piazza Campo de' Fiori poche decine di donne manifestanti alzavano cartelli con scritte inconsuete e per quei tempi (ma ancora oggi) "scandalose" tipo: "Liberazione omosessuale", "Matrimonio = prostituzione legalizzata", e distribuivano un volantino che chiedeva che non fossero "lo Stato e la Chiesa ma la donna ad avere il diritto di amministrare l'intero processo della maternità"... scritte intollerabili, tanto che la polizia caricò, manganellò e disperse le manifestanti. Oggi come allora solo poche donne (femministe o post femministe) vivono con passione questa giornata ...ma ormai ci limitiamo a ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, a condannare le discriminazioni e le violenze ma non siamo in grado di elaborare una proposta credibile per una società moderna.

Anche adesso quegli slogan sono necessari, le donne lavorano molto, si dividono fra faccende in casa, accudimento figli, professione, gli uomini non le mantengono più e il matrimonio è un diritto che si cerca di estendere. La chiesa e lo Stato, continuano, a legiferare sulle loro vite.

Festa della donna in TurchiaNzocché, la sede dell’arcilesbica palermitana, celebra l’8 marzo con un tema che unisce tutte le donne, di differenti etnie, età, orientamento sessuale, che affonda le radici nel corpo - quel corpo che viene o esibito o costretto al silenzio, che tanto crea turbamento, desiderio, scandalo – il ciclo mestruale, e sceglie di pubblicare (senza scopo di lucro) un piccolo libro di 28 racconti (scritti in risposta a un appello internet) che verranno letti stasera da Massimo Milani e da alcune autrici. S’intitola: "Scritto col sangue, un viaggio mestruale", da un'idea di Anna Farinella in collaborazione col ncsc (nucleo clandestino sarita colonia).

Sempre sullo stesso tema, l’Arcigay ha in queste ore diramato un comunicato stampa, dice Maura Chiulli, responsabile cultura:

Arcigay avrà da rinnovare la sua azione e la sua riflessione sul ruolo, oggi centrale, delle donne lesbiche e bisessuali all’interno dell’associazione, per facilitare il raggiungimento di quell’uguaglianza sostanziale e non solo formale, soprattutto nei territori difficili, in cui la cultura machista e maschilista determina una sudditanza o, peggio, un’esclusione della donna da qualunque riflessione extra- famiglia e auspica un’Italia delle donne, nuova, libera, laica.

Si definisce poi l’8 marzo la festa dell’autodeterminazione, e nel suo intervento Daiana Leporatti conclude:

…una riflessione su giorni come l’8 Marzo è doverosa e importante ancor più se viene posto l’accento su quanto sia importante lavorare perché i pregiudizi sul genere vengano scardinati, sgretolati nei vizi e nelle forme radicati in ogni aspetto del nostro vivere affermando l’importanza e la necessità dell’autodeterminazione di se stessi/e, del proprio genere, della propria sessualità liberi da costrizioni sociali discriminanti. Liberi di poter vivere appieno se stessi/e.

Foto | Getty

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