La Spagna celebra Miguel de Molina, repubblicano e gay

Miguel de Molina fu uno dei più grandi cantanti spagnoli di copla, un genere di poesia popolare utilizzato per la musica. Sin da ragazzino, quando lavorava nella pulizia di un bordello, aveva riconosciuto il proprio orientamento sessuale e quando una prostituta gli propose di fare sesso, lui le spiegò che era contrario alla sua natura e quindi alla sua morale.

Dopo la vittoria dei golpisti di Franco, fu perseguitato e anche preso a bastonate nel 1939 perché era repubblicano e omosessuale e nel 1942 dovette lasciare la Spagna per rifugiarsi in Argentina. A un certo punto l'ambasciata spagnola a Buenos Aires ordinò che lasciasse il paese e lo costrinse a riparare in Messico, finché Evita Peròn in persona lo richiamò in Argentina.

Nel 1992, un anno prima della sua morte, il governo socialista di Felipe Gonzales cercò in qualche modo di ricompensarlo delle persecuzioni subite attribuendogli l'Ordine di Isabella la Cattolica; adesso però la Spagna lo celebra in grande, con una straordinaria retrospettiva, Arte e provocazione, a Madrid nel complesso El Aguila.

Sono esposti fino alla metà di maggio i suoi costumi di scena, che si cuciva da solo, fotografia, documenti, film, autografi, registrazioni che ricostruiscono parte della carriera di questo artista.

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