Marocco: tolleranza zero verso l'omosessualità

Tempi duri per i gay in Marocco. (Le lesbiche nemmeno sono considerate, per il solito velo di silenzio che cade sulle donne in tutte le società). Il governo marocchino ha annunciato tolleranza zero verso le manifestazioni pubbliche dell'omosessualità, criticando anche alcuni mezzi di comunicazione che negli ultimi tempi stanno dando spazio al movimento lgbt.

La rivista di Casablanca Al Michaal - per esempio - aveva dedicato la sua copertina (che vedete in foto) alla storia d'amore tra due giovani, che si sono sposati in un matrimonio tradizionale, che non ha alcun valore legale, ma che è molto diffuso anche tra le coppie eterosessuali. Su un altro giornale è stato intervistato Samir Bargachi, presidente dell'associazione lgbt Kifkif, che opera dalla Spagna, in una sorta di esilio.

In seguito a questo uscite, il ministro dell'Interno ha censurato, in un comunicato, queste manifestazioni di pubblicità all'omosessualità e ha precisato la propri "ferma determinazione a far fronte, nel quadro, delle leggi in vigore, a tutti i comportamenti contrari ai nostri valori religiosi o morali".

L'annuncio di una stretta nei confronti dei comportamenti omosessuali, ma al tempo stesso - fra le righe - una garanzia. Sarà il governo, e non i gruppi estremisti islamici, a occuparsi dei gay e lo farà nel quadro legale: senza cioè cedere alle richieste dei fondamentalisti religiosi. La questione dell'omosessualità, infatti, rientra nella lotta fra istituzioni civili e poteri religiosi che tentano di piegare anche il Marocco all'integralismo islamico.

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