Mara Carfagna: anche quest'anno nessun patrocinio al Gay Pride

Mara Carfagna e Silvio Berlusconi

Il ministro Mara Carfagna ritorna in tutto il suo splendore. Intervistata da Bianca Berlinguer su Vanity Fair - in edicola dal 1 aprile prossimo – risponde anche alle domande sui gay (già questo è un evento, dal momento che non sempre lo fa). Riportiamo la parte del dialogo che ci riguarda:

Perché alla sua sensibilità verso le donne non si accompagna altrettanta sollecitudine nei confronti degli omosessuali? Non credere che ance loro siano vittime di discriminazioni?
Mi si vuole etichettare come quella che è contro i gay, ma è una bugia. Certo che anche loro sono discriminati, ma così come lo sono ancora le donne, gli anziani, i disabili, i bambini.

Per la serie, come si dice a Roma: a chi tocca nun se 'ngrugna.

Lo sa che cosa dicono di lei? Che è bella ma disumana. Come Grimilde, la matrigna di Biancaneve.
Le sembro così disumana? La verità è che tutto nasce dal mancato patrocinio al Gay Pride. Patrocinio che non ho dato l'anno scorso, e che non intendo dare neanche quest'anno. Non posso concedere l'appoggio del mio ministero, e quindi del governo, a una manifestazione dove si urlano volgarità e insulti contro il Papa, il capo dello Stato, il presidente del Consiglio, e si chiede l'equiparazione delle loro unioni al matrimonio.

Il primo motivo, dunque, è per il papa. Alla faccia dello stato laico.

Non è così. I gay non chiedono di potersi sposare, ma solo di vedere riconosciuti i loro diritti come coppia.
Ma quelli sono già garantiti dal Codice civile: possono subentrare in un contratto d'affitto, andare a trovare il loro compagno o compagna in ospedale, se malato, o in carcere. Francamente non so dove sia il problema. E poi è bene non dimenticare che il programma del governo a cui appartengo non prevede il riconoscimento delle coppie di fatto, nemmeno quelle eterosessuali.

Insomma, che vogliamo di più? Loro sono benevoli con noi e noi qui a lamentarci... che ingrati!

È per questo che non ha mai incontrato e associazioni gay?
Sono qui da soli nove mesi e mi sono occupata di altre priorità. Ognuno di noi ha la sua agenda politica, ma siccome il compito del mio ministero è proprio quello di accrescere i diritti e diminuire le sofferenza, sono pronta ad ascoltare tutti. A condizione, però, che cessino gli insulti.

Cioè?
Non ho mai ricevuto la richiesta ufficiale di incontro, ma solo improperi tramite lanci di agenzie. Se quell'invito dovesse arrivare, non arei problemi a dire di sì, basta che non sia solo un modo per farsi pubblicità.

Così nel caso in cui qualche associazione chiedesse di incontrarla, lei potrebbe rifiutarsi dicendo che lo si fa per pubblicità.

Martina Castellana, la transgender del Pdl alle elezioni provinciali di Salerno, l'ha conosciuta?
L'ho vista qualche giorno fa proprio alla presentazione dei candidati per il voto amministrativo.

Luxuria ha detto che, con il suo arrivo, il tabù della transessualità sta per essere sdoganato a destra. È d'accordo?
Vede dov'è l'errore? La sinistra ha candidato Luxuria per farne una bandiera. Noi invece abbiamo scelto questa persona per le sue capacità e le sue competenze, non certo per esibirla come simbolo. Presentarla alle elezioni in quanto transessuale sarebbe stato offensivo nei suoi confronti.

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