Ian Gibson ci rivela il lato gay di Garcia Lorca

Federico Garcia Lorca, il più grande poeta spagnolo quantomeno del Novecento, era omosessuale? Su questo punto non ci sono davvero dubbi, ma chi non fosse del tutto convintò farà bene a leggere l'ultima opera del maggiore studioso e biografo di Lorca, l'irlandese Ian Gibson.

Il volume non lascia spazio ad ambiguità sin dal titolo, Lorca y el mundo gay, e si sforza di chiarire una volta per tutte il ruolo che ebbe l'omosessualità nella vita e nella riflessione di Lorca, al punto da schierarlo dalla parte degli ultimi e degli emarginati; e da provocare, insieme alla sua fedeltà alla Repubblica e alla democrazia, l'assassinio di Lorca, poeta rosso e persino maricòn.

In tempi di film che raccontano in modo romanzato, come Little Ashes, la passione tra Lorca e Salvador Dalì, Gibson spiega come il pittore catalano sia stato una delle più grandi passioni del poeta di Granada, ma non abbia ricambiato il suo sentimento perché non era omosessuale o aveva troppa paura di esserlo. Ma l'omosessualità, con la sua carica di delusioni e di emarginazione, è imprescindibile per comprendere il significato dei capolavori di Garcia Lorca, come Poeta a New York, Yerma e i Sonetti dell'amore oscuro.

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