Cassazione: niente soggiorno per compagno gay

Niente da fare, gli ermellini hanno detto no. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di un cittadino neozelandese, che domandava il permesso di soggiorno per riunirsi con il compagno gay italiano. I due hanno già sottoscritto in Nuova Zelanda un'unione civile e chiedevano di farla valere anche qui.

Per i giudici, invece, il permesso è un privilegio del marito o della moglie, non del convivente, dunque non può essere concesso a un partner gay; respinto anche il riferimento al Trattato di Lisbona, perché esso deve essere ancora ratificato da alcuni paesi europei (Irlanda) e non è entrato ancora in vigore.

Detto che la sentenza può avere una propria logica, certo i giudici di Cassazione non hanno neppure pensato di aggiungere un suggerimento al legislatore per consentire anche ai gay di sposarsi. Dal divieto di matrimonio, infatti, sorgono discriminazioni come questa subita dalla coppia protagonista della vicenda. L'unico modo per regolarizzarsi, infatti, è il matrimonio: basterebbe concederlo a tutti!

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