Pordenone: ecco i nomi dei picchiatori di gay

Sono italiani e si chiamano Nicola Tuan, 23 anni di Pordenone, già indagato per scritte razziste, Federico Scabbio, 21 anni di Porcia, e Stefano Ostaria, 43 anni, anche lui di Pordenone: sono i tre uomini fermati dalla polizia e accusati di aver malmenato e insultato un 30enne gay per "dare una lezione ai froci".

È bene che si sappia il movente di questa aggressione e che sia ripetuto in tutto il suo squallore, non come hanno fatto alcuni mezzi di comunicazione che hanno taciuto il particolare o l'hanno edulcorato in un più anodino "diamo una lezione agli omosessuali".

La vittima nel 2002 fu pestata a sangue e ridotta in fin di vita dal suo ex fidanzato: proprio in seguito a quell'aggressione e ai danni subiti, compreso un periodo in coma, il 30enne si è visto riconoscere l'invalidità per una disabilità mentale. Doppiamente vittima della violenza, dunque, in un paese che non riconosce l'aggravante per i crimini motivati dall'odio verso un orientamento sessuale di minoranza.

Non mi pare di aver sentito l'intervento della ministra delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, né di altri esponenti del governo; eppure anche i gay sono cittadini italiani e meriterebbero di essere tutelati dalla violenza, visto che sono vittime privilegiate delle aggressioni.

In questo caso, poi, mi sfugge la lezione di virilità che i tre hanno mostrato, picchiando appunto in tre un ragazzo da solo, e per di più con disabilità. C'è di che andarne orgogliosi. Il Comune di Pordenone, intanto, ha annunciato che si costituirà parte civile nel processo contro gli aggressori e devolverà l'eventuale risarcimento a un'associazione per l'integrazione dei disabili. Qualcuno può spiegare al sindaco che la vittima è gay ed è stata aggredita perché gay?

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