Quell'atleta è donna o uomo?

La parola "atleta" non ha connotazioni specifiche di genere e si applica indistintamente a uno sportivo o a una sportiva. L'eccellenza nello sport è invece un valore fortemente connotato dal punto di vista del gender: non si richiede agli atleti infatti una prestazione sportiva eccellente in sè, ma eccellente rispetto alla propria categoria, al genere di appartenenza. Così una donna può primeggiare in una gara di donne e un uomo su altri uomini. Verrebbe da chiedersi che spazio abbiano e che fine facciano le persone transessuali e transgender, in un universo sportivo particolarmente sensibile al dualismo dei generi.

Queste riflessioni scaturiscono dalla notizia della controversa vittoria di un'atleta indiana in una gara femminile di 800 metri piani, arrivata seconda ai Giochi Asiatici conclusisi il 15 dicembre a Doha in Qatar. Un esame genetico avrebbe evidenziato che l'atleta venticinquenne Santhi Soundararajan, ritenuta donna (e risultata donna a un precedente test), sia in realtà uomo. Noi siamo confusi e non sappiamo bene la notizia cosa voglia dire. Possiamo solo constatare che, per fare sport, oggi devi essere necessariamente uomo o donna. Tertium non datur, tanto per cambiare.

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