No dei vescovi francesi alle famiglie omoparentali

Logo della Conferenza Episcopale FranceseLa Francia va verso le famiglie omogenitoriali – con la proposta di legge sull’autorità genitoriale e i diritti dei terzi redatta dal ministro della Giustizia, Rachida Dati, e dal segretario di Stato incaricata per la famiglia, Nadine Morano – e incappa nella Conferenza Episcopale Francese che, in una nota diffusa oggi, afferma che “lo sviluppo e la maturazione di un bambino richiede la presenza di un padre e di una madre” e che nella prospettiva di far crescere un bambino in una coppia omosessuale, “bisognerebbe almeno applicare il principio di precauzione”.

Secondo l’episcopato francese
, “questo progetto di legge non è necessario” e “non è volto al bene dei bambini”. Inoltre, alle loro eccellenze non sta bene il tentativo di sostituire in un testo di legge i termini “padre e madre” con un più generico “genitori” perché ciò potrebbe “introdurre la possibilità di estendere la responsabilità parentale al partner dello stesso sesso”.

Per concludere, i prelati invitano a non perdere di vista due punti basilari: il primo è che “la vita sociale è strutturata dal rapporto tra uomo-donna e non da relazioni tra persone dello stesso sesso”; il secondo è che “non ci sono elementi scientifici e seri che permettono oggi di dire che non ci sono danni a che un bambino sia cresciuto da due uomini o da due donne piuttosto che da un uomo e una donna”.

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