In Italia circa 400 uomini ogni anno rinascono donna

Il professor Vincenzo MironeIl professor Vincenzo Mirone (in foto) è direttore della Clinica urologica dell'Università Federico II di Napoli e presidente della Siu (Società italiana di urologia). In questa sua veste parla di alcuni aspetti del transessualismo in Italia:

“Sono circa quattrocento all'anno gli uomini che cambiano sesso nel nostro Paese. Ma la richiesta delle aspiranti donne è molto più alta. E non manca chi preferisce ancora uscire dall'Italia, e andare a Londra o a Casablanca, per sottoporsi a un’operazione che può costare circa sessantamila sterline”.

Racconta il prof. Mirone che a Napoli sono specializzati nella forma andro-ginoide, quella più comune e in Italia sono i primi in questo settore – con centonovanta interventi eseguiti in quindici anni, e un ritmo di circa trenta aspiranti donne operate ogni anno – “Ma le richieste sono in aumento, soprattutto da parte di uomini di 25-35 anni”. Quindi continua:

“In questi anni otto delle persone che abbiamo operato si sono sposate, e due di queste coppie hanno adottato un bambino. I pazienti vengono nel nostro centro con l'autorizzazione del Tribunale, dopo attente consulenze di psicologi ed endocrinologi. Arrivano accompagnati dalla mamma, e spesso anche dal partner. Gli interventi sono molto complessi, possono durare tre-quattro ore e sono interamente a carico del servizio sanitario nazionale: i pazienti non spendono nulla”.

C'è da notare che, anche grazie agli interventi, è stato possibile portare avanti uno studio sull'idrogeno solforato, rivelatosi un potente alleato della sessualità maschile e ricercatori dell'Università Federico II di Napoli, in collaborazione con il premio Nobel americano Louis Ignarro, hanno appena pubblicato la ricerca sull'effetto anti-impotenza del gas delle solfatare.

“Abbiamo fornito tessuto cavernoso del pene proveniente da numerosi pazienti sottoposti a interventi per cambiare sesso. Questo studio apre la strada a nuovi farmaci anti-impotenza, che possono agire anche in assenza di endotelio. Ma per un eventuale successore del Viagra bisognerà aspettare almeno cinque anni”.

Via | Adnkronos

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