Lame e affini: storie di amore “al limite”

Copertina del libro Lame & affini di Susanna TrosseroSusanna Trossero è l'autrice della raccolta di racconti erotici dal titolo Lame & affini, pubblicati dalla Graphe.it Edizioni – piccola casa editrice di Perugia per la quale lavoro anche io –. Si tratta di otto piccole storie che raccontano del desiderio inaspettato e travolgente che ci rivela la parte sconosciuta del nostro vero “io”, di vanità e rinunce, della fusione di due persone in una, di possesso e di rimpianto, di livore che annienta, di rammarico e nostalgia, di legami distruttivi e scomodi. Perché – come sottolinea la Trossero – che ci piaccia o meno, la ragione arriva sempre un attimo in ritardo.

Di ritorno da un tour di presentazioni in Sardegna, Susanna Trossero si intrattiene con noi di Queerblog.

Se tu dovessi presentarti ai lettori di Queerblog come una “lama”, che tipo saresti?
Come un piccolo coltello a serramanico, che da chiuso appare oserei dire gentile per via della foggia dell’impugnatura, unica parte visibile al primo impatto. La lama che io sono, ripiegata all’interno del manico dunque, non subito si nota e viene spesso sottovalutata, ma è affilata, tagliente, tutt’altro che decorativa. Sono una lama “buona”, mai aggressiva, tuttavia da maneggiare con cura.

In Lame & affini scegli di raccontare amori “al limite” (vecchiaia, incesto, prostituzione, transessualità...): come mai?
Credo che spesso si voglia ignorare che l’essenza dell’uomo possa dare origine a situazioni esasperate o, come hai detto tu, “al limite”. Certe scelte o inclinazioni possono anche risultare ai più poco nobili, ma spesso fanno o hanno fatto parte di noi o delle nostre fantasie; negarlo o negarne l’esistenza significa solo non voler accettare o mostrare la parte nera dell’anima, quella scomoda e inopportuna. Tutti siamo capaci di raccontare di grandi Amori, di gioia, della bellezza di un incontro perfetto e di tutto ciò che non… disturba. Io amo all’opposto sviscerare ciò che invece si tende a tener nascosto, riportandolo sulla carta senza fronzoli e ipocrisie. I miei personaggi raccontano di amori dilanianti o difficili, di scelte discutibili, delle scosse di adrenalina date dalle malìe dei sensi o dalle cosiddette azioni “sbagliate”, di contraddizioni, di grandi sentimenti o dell’incapacità di accettarli, i sentimenti. Perché ogni cosa che un uomo è in grado di provare, ogni azione che è in grado di compiere, nobile o poco nobile essa sia, è parte integrante dell’uomo stesso.

Come è nato il racconto che parla di un amore transessuale (non diciamo il titolo per non svelare nulla ai lettori)?
Se gli altri racconti nascono da una penna immalinconita (spesso è nei momenti di malinconia che riesco meglio a dar vita ai miei personaggi), il racconto a cui fai riferimento si è sviluppato grazie ad uno stato d’animo ironico, direi al limite del sarcasmo. Perché dai risultati delle inchieste e delle interviste che giornali e tv ci mostrano, appare evidente che tutti gli uomini si indignano a sentir parlare dei transessuali e dunque nessuno pare averci a che fare! A sentir loro, meglio addirittura ghettizzarli! Ma ad ascoltare i racconti dei transessuali invece, di sicuro molto più sinceri nel loro esporsi, gli “interessati” sono davvero tanti: uomini d’ogni genere e – primi della lista – padri di famiglia o grandi conquistatori, single per scelta, che si dilettano a raccontare le loro performance con la ragazza di turno agli amici al bar. Dunque? Non voglio risultare polemica, ma questo non fa sorridere anche voi? Dunque, ciò che ha ispirato il mio racconto, è l’ipocrisia dilagante, la grande capacità di esprimere giudizi vivendo un quotidiano pregno di falsi moralismi, per poi alla sera, dar libero sfogo alla vera natura, possibilmente ben nascosti da occhi indiscreti. A volte, quando creo un personaggio, ho la sensazione che prenda vita e cominci realmente ad esistere. Ecco, a lui ho voluto giocare un brutto tiro, mettendo in ridicolo le sue false certezze.

Perché un lettore di Queerblog dovrebbe leggere i tuoi racconti?
Forse perché quando racconto della nostra ineguatezza al cospetto delle passioni, o della grande forza insita in ogni debolezza, spero che chiunque legga ci possa trovare una sensazione conosciuta, riconoscere un’emozione, un dolore o una gioia. O forse perché spesso ho pensato che quelle che l’opinione comune giudica azioni amorali, siano più reali della tanto decantata purezza. È un libro per chi è intrigato dal difetto d’essere di anime angosciate e, al contempo, un libro che ricorda che anche le attrazioni distruttive possiedono una loro malìa. Pagine in cui sono le sensazioni a parlare, rivelandosi ora una fortuna, ora una condanna.

Consigliaci un libro da leggere
Ho amato molti libri e rileggo volentieri quelli di Moravia, ma mi sento di consigliarvi un libro edito dalla Baldini & Castoldi nel 2002 e scritto dall’attore Maurizio Micheli, intitolato Garibaldi amore mio. Dolcissimo, cattivo, ironico, intelligente, una lettura leggera eppure piena di imponenti sfumature. È la storia di uno dei componenti dei famosi Mille della celebratissima spedizione, e del suo amore impossibile e disperato per Garibaldi; un piccolo uomo di provincia e il suo inaccessibile mito che, in qualche modo e per un breve intenso periodo, si troveranno vicini. Io l’ho apprezzato moltissimo, spero vi piaccia.

Susanna Trossero
Lame & affini
prefazione di Fabrizio Derosas
Graphe.it Edizioni, Perugia 2008
pagine 98, euro 10,00

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