Warhol, Bob Dylan e Edie

"Factory Girl" è il titolo del film di prossima uscita (il 27 dicembre in Usa) su Edie Sedgwick, la prima superstar di Andy Warhol. Ne abbiamo già accennato qui. Ora dedichiamo un post al dibattito che questo film ha suscitato negli Stati Uniti, in riferimento in particolare alla posizione del cantautore Bob Dylan, che con la bionda ereditiera e attrice underground ha vissuto in gioventù un'intensa relazione. Bob Dylan si sente diffamato dalla pellicola e chiede che l'uscita del film venga bloccata: nel film i turbamenti della sua storia d'amore con la Sedgwick sono infatti ritratti come uno dei motivi del suicidio di questa nel 1971.

A questo proposito siamo andati a ripescare per voi quello che Warhol scrive su Bob ed Edie in "Pop", il libro che raccoglie i suoi diari degli anni Seessanta, recentemente pubblicato in italiano da Meridiano Zero. Nel 1965 l'artista annotava questo ritratto del cantante:

Avevo conosciuto Dylan nel giro di MacDougal Street […] Credo però che Edie avesse conosciuto Dylan tramite Bobby Neuwirth. […] Al party di Sam, Dylan era in blue jeans, stivaletti con il tacco e giacca sportiva, e aveva i capelli piuttosto lunghi. Aveva gli occhi molto cerchiati, e anche quando era in piedi stava tutto curvo. Aveva circa ventiquattro anni e i ragazzi avevano appena cominciato a imitare il suo modo di fare, di parlare, di vestire e darsi un tono. Ma pochi riuscivano a fare il bastian contrario come lui, e non ci riusciva nemmeno lui quando non era dell’umore giusto.

Come curiosamente potete leggere, se oggi è Dylan a essere accusato di aver portato Edie alla sua rovina, questa stessa accusa era rivolta ad Andy negli anni Sessanta. Troviamo infatti su "Pop" il seguente appunto:

Dylan mi piaceva perché aveva creato uno stile nuovo e splendido. […] Gli regalai persino uno dei miei quadri argentati di Elvis […]. Poi, però, ogni volta che sentivo dire che aveva usato il quadro come bersaglio per le freccette della sua casa di campagna diventavo paranoico. Quando chiedevo alla gente perché avrebbe dovuto farlo, invariabilmente ricevevo delle risposte vagamente allusive, tipo “Sembra che pensi che tu abbia distrutto Edie". […] Io non piacevo a Dylan. Mi incolpava per droga che Edie prendeva.

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