Sanremo a Carta. Afterhours e Arisa coi triangoli rosa


Santa Maria De Filippi ci ha fatto la grazia e così Marco Carta ha trionfato al 59esimo festival di Sanremo, con la sua innocua "La forza mia". Niente vittoria, quindi, per l'oscena e pericolosa "Luca era gay" di Povia: ieri il cantante toscano ha concluso la sua seconda esibizione con il cartello CI PRENDIAMO/TROPPO/SUL SERIO ;)

Come a dire: stavamo scherzando, è tutta un'operazione di marketing. Troppo facile, però, fare dell'ironia sulla pelle di migliaia di adolescenti gay, che da oggi avranno forse un problema in più con le loro famiglie, cui è stato instillato il dubbio che da gay si possa diventare etero, grazie a una bella ragazza.

L'elemento positivo della serata - oltre alla vittoria di Marco Carta (ci accontentiamo davvero di poco) - è stata l'apparizione finale sul palco degli Afterhours e di Arisa, che hanno ritirato il premio della critica Mia Martini, indossando (su proposta della Gialappa's) i triangoli rosa rovesciati, cioè i simboli capovolti che i nazisti cucivano sulle giacche dei deportati omosessuali. Manuel Agnelli ha spiegato così il loro gesto:

“Abbiamo messo il triangolo rosa sulle nostre giacche perché ci riteniamo i veri alieni del Festival e vogliamo essere solidali con tutti quelli come noi. Pensiamo che in Italia in questo momento la categoria aliena sia quella degli omosessuali: è un segno che abbiamo fatto per loro. Detto questo, Povia aveva tutto il diritto di dire quello che voleva con la sua canzone”.

  • shares
  • Mail
13 commenti Aggiorna
Ordina: