Percival Everett e il suo romanzo che parte dall'omocidio di Matthew Shepard

Copertina del libro Ferito di Percival EverettCi sono delle storie che rimangono nella memoria collettiva. E ci sono altre storie che raccontano di queste storie. Nel 1998 Matthew Shepard venne ucciso da due ragazzi perché gay. Solo perché gay. Era il 7 ottobre di undici anni fa quando il ventunenne Matthew fu derubato, picchiato selvaggiamente, legato ad una staccionata e lasciato lì a morire. Evento, questo, che avvenne dopo cinque giorni durante i quali Matthew non riprese più conoscenza e rimase sempre in rianimazione. Partendo da questo evento tragico, Percival Everett scrive il suo romanzo – Ferito – pubblicato in Italia da Nutrimenti e da un paio di settimane in libreria, tradotto da Marco Rossari.

È un romanzo con uno stile particolare, che va letto con molta attenzione, per coglierne le sfumature e gustarne la robustezza. Il romanzo è ambientato nella profonda America, così profonda da far assumere contorni sfumati a parole quali libertà e tolleranza. Da profonda quest’America diventa desolata e l’autore ci mostra una terra in cui l'omosessualità viene quotidianamente rifiutata da un mondo rozzo e intollerante che nega ogni differenza.

E proprio questa connotazione è alla base della motivazione dell’assegnazione, nel 2006, dell’USA Pen Literary Award a questo testo:

“Everett senza essere pretenzioso ha fatto un’analisi sofisticata e acuta della razza e della sessualità”.

Dicevamo che ci sono storie che rimangono nella memoria collettiva e storie che raccontano di queste storie. Ci sono anche libri che, narrando quanto avviene, si pongono quasi come paradigmi per la lettura del presente. Ferito di Percival Everett è uno di questi libri.

Percival Everett
Ferito
Nutrimenti, Roma 2009
240 pp., euro 16,00

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